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giovedì 15 marzo 2018

IL MISTERO HENRI PICK di David Foenkinos


I protagonisti di questo romanzo sono i libri: quelli mai pubblicati, rifiutati o mai presentati a un editore. Grazie all'intuizione di un bibliotecario francese vengono raccolti tra i libri "veri" di una biblioteca di provincia, a Crozon, in Bretagna. 
L'editor (donna!) di una famosa casa editrice, in vacanza presso i genitori con il nuovo compagno, autore in cerca di ispirazione dopo un primo fallimento editoriale, vagabonda tra i libri della biblioteca e incontra, nel reparto "libri rifiutati" un'opera di indubbio valore. 
Questa pare sia stata scritta da un ristoratore del luogo, del quale nessuno avrebbe intuito le capacità espressive e tantomeno artistiche, neppure i familiari stretti. 
Ora l'uomo, tale Henri Pick, è defunto, e Delphine, la protagonista, intuito il valore artistico del manoscritto, decide di appoggiarne la pubblicazione, con un gran tam tam mediatico. 
La novità susciterà reazioni e conseguenze inimmaginabili per le persone coinvolte, fino a un finale-sorpresa che - forse-  darà la risposta al mistero: chi era veramente Henry Pick?

Trama godibilissima, lettura veloce e accattivante, ambientazioni ben curate e personaggi tracciati con cura. 




lunedì 2 maggio 2016

dopo "L'amante giapponese" e "La ragazza di Orchard Street", un'altra storia di emigrazione al femminile

BROOKLYN 
di Colm Tòibin

Eilis è una timida ragazza irlandese che nei primi anni '50 vive accontentandosi di compiacere la madre e la sorella in un piccolo paese, con un lavoro insoddisfacente e in un ambiente pettegolo e deprimente. Tuttavia, quando le sue prospettive vengono ribaltate all'affacciarsi nella sua vita di Padre Flood, un sacerdote emigrato in America, che le propone di trasferirsi a Brooklyn per trovare un nuovo lavoro e sperimentare una nuova esistenza, viene colta da un profondo smarrimento e da una sensazione di nostalgia, dovendo abbandonare casa, famiglia ed ogni certezza.
Brooklyn: Eilis affronta un nuovo mondo, un ambiente di vita lavorativo piacevole e dignitoso, una coabitazione a tratti difficile e non sempre gradevole, ma grazie alla propria dolcezza riesce a intessere intorno a sè una rete di comprensione e di disponibilità (dal professore di contabilità al datore di lavoro, all'ambiente parrocchiale di padre Flood con cui collabora) che sembrano schiuderle le porte della serenità. E finalmente incontra anche l'amore. Non pare mai un amore con la A maiuscola. Eilis fatica a "lasciarsi andare" del tutto, pare sempre controllata e diffidente, per questo non ispira un'immediata simpatia, a tratti pare quasi indolente, sospesa tra il ricordo nostalgico e la mancanza di entusiasmo per il nuovo. Un triste fatto accaduto in Irlanda la spingerà ad un tratto a decidere se ritornare o meno a casa, per sempre o soltanto per chiudere i conti con il passato. Un finale lievemente malinconico trattiene il personaggio e tutta la storia in quel limbo di sentimenti non del tutto appagante e soddisfacente. (inutile dire che amo il lieto fine!)

lunedì 28 dicembre 2015

Che bello sognare!!

PARIGI E' SEMPRE UNA BUONA IDEA

di Nicolas Barreau


Come concludere l'anno con un sorriso stampato in faccia: leggendo l'ultimo libro di Barreau!
Iniziato con un pizzico di scetticismo...(sì, è vero, sono una romanticona, pronta a sdilinquirmi per la giusta storia d'amore e l'ambientazione appropriata... tuttavia temprata da buoni libri e poco disposta a transigere su linguaggio e prosa inadeguati) ho presto capitolato: la trama è fin da subito avvincente e terribilmente perfetta come trampolino "onirico" e prosegue con delicatezza e leggerezza tra le viuzze parigine e la prima periferia costellata di villini e giardini fioriti. I protagonisti sono, ovviamente, belli, ricchi e simpatici (e qui la natura ha fatto quel che ha potuto), con un lavoro affascinante (mentre tu ti barcameni per farti piacere il tuo, con gran fatica) e un ambiente di lavoro a dir poco stupendo, un negozietto di cartoline artistiche nel centro di Parigi; l'ambientazione è quella che sogni ogni giorno, trascinata nel tuo quotidiano stress cuneese:  una cittadina graziosa, per carità, ma nè paese avvolgente e rassicurante nè metropoli dalle mille suggestioni. E la storia è di quelle che rasserenano: la seconda chance, sempre dietro l'angolo per tutti, ma che a volte è così difficile scoprire.  
Un libro non per tutti: da evitare accuratamente dagli scettici, dai frustrati, dai cinici e da quelli con i piedi ben saldi per terra. Vorrei che fosse un augurio per tutti, comunque: riuscire, ogni tanto, a camminare qualche palmo sopra la realtà, per affrontare meglio il proprio presente e sperare che anche per noi, un giorno inaspettato, qualcosa giri per il verso giusto. 

lunedì 16 novembre 2015

L'AMANTE GIAPPONESE
 di Isabel Allende

A metà tra il feutillon e l'ironia, la Allende traccia un dolcissimo affresco sul momento della vita più fragile ma anche più  pregno: la vecchiaia. L'esistenza ormai verso il declino di una bella donna, Alma Belasco,  descritta e raccontata con grande maestria, racchiude un'infinità di ricordi e nostalgia, ma pare nascondere ancora desideri e speranze. Si parte dalla Polonia sconvolta dai rastrellamenti nazisti nel ghetto ebraico, per evitare i quali Alma, bambina,  viene separata dai genitori, fino a raggiungere un'agognata libertà negli Stati Uniti, presso i ricchissimi zii californiani. Qui la vita di Alma trascorrerà negli agi e nell'affetto, tuttavia sempre velata di malinconia. Alma non si farà mancare nulla: divenuta una donna dal forte carattere e dall'indiscutibile personalità, raggiungerà la fama e coronerà molti desideri, amata incondizionatamente dal cugino Nathaniel, che sposerà, pur riversando altrove la vera passione amorosa. Passione che riserverà, infatti, al giovane Ichi, figlio del giardiniere giapponese di casa Belasco, e che alimenterà per tutta la vita.
La scrittura della Allende è piacevole: scorrevole, vivace, sagace. Spazia dai drammi novecenteschi legati alla guerra mondiale sino agli attuali dell'Aids e della pedopornografia, dal mondo omosessuale all'eutanasia... sempre in modo delicato e magistralmente condotto, con quel tocco di delicatezza nell'affrontare il tramonto della vita che lascia un senso di dolce malinconia.

mercoledì 7 ottobre 2015



LA RAGAZZA DEL TRENO
di Paula Hawkins


Spinta dalla curiosità per il "caso letterario" di cui tanto si è parlato, ho iniziato con un po' di scetticismo questo romanzo, che solo dopo qualche capitolo vira nel "giallo". La protagonista è Rachel, una donna che dalla vita è stata piuttosto malmenata, alcolista recidiva, sola, il cui marito ormai è risposato e felicemente padre... insomma con una iella dietro l'altra. 
D'altra parte la frustrazione e il senso di inadeguatezza non fanno che peggiorare la sua situazione, conducendola in una spirale autodistruttiva che fa quasi innervosire. 
Rachel spia senza vera intenzione la vita di alcune famiglie che intravede dal treno, passando ogni giorno per recarsi a Londra, dove "aveva" il lavoro. Riesce a immaginare le loro vite felici, piene d'amore e di tenerezza, così distanti dalla sua, così vicine ai suoi desideri, ne immagina persino i nomi, le professioni, i sogni. Un giorno, però, qualcosa turba l'idilliaca icona che se n'era fatta. Qualcosa non va, i conti non tornano più. Decide di entrare in prima persona nel "quadro" per capirne di più, ed ha così inizio una spirale di colpi di scena che tengono il fiato sospeso al lettore, e lo conducono ad un ritmo di lettura compulsivo, fino al finale, bello, soddisfacente, adeguato alle attese.
Un bel libro, certamente favorito dal martellamento pubblicitario che ne vuole fare un capolavoro. Forse non raggiunge questo livello, ma vale la pena leggerlo, per chi ama il genere.

giovedì 24 settembre 2015

MORTE A NOTRE-DAME

di Alexis Ragougneau


Un bel giallo con tutti i "crismi", è il caso di dirlo, data l'ambientazione: il delitto, infatti, avviene addirittura all'interno della Cattedrale di Notre Dame a Parigi. I personaggi ruotano attorno ad una giovane e bella donna magrebina, dai costumi piuttosto disinibiti, che viene trovata assassinata ai piedi della statua della Madonna. Commissari di polizia grossolani e pressapochisti, una procuratrice problematica e dal passato oscuro affiancano un giovane sacerdote, Padre Kern, che non si accontenta della sommaria soluzione che viene data sbrigativamente al caso, e decide di indagare per conto suo. La narrazione è avvincente, tuttavia è gravata da descrizioni ed episodi di dubbio gusto, spesso scadenti nella blasfemia,che possono infastidire in certe insistenze assolutamente evitabili. Nel complesso però il giallo tiene bene e incolla il lettore fino ad un soddisfacente finale. Parigi fa da sfondo in modo sfocato e limitato a quartieri piuttosto degradati e lontani dagli stereotipi turistici, ma se ne respira l'aria e ciò può piacere a chi ama la Ville Lumière, in ogni caso. Un bel libro, che val la pena leggere, nonostante tutto.

mercoledì 22 luglio 2015

Una ventata di fresco!

LA VITA NON E' UN FILM  di Chiara Moscardelli

Davvero divertente questo romanzo di Chiara Moscardelli, a metà tra il diario e il thriller nostrano, che ti prende e ti avvince facendosi leggere d'un fiato! Lo stile è fresco e moderno, a tratti veramente gustoso (ho fatto tante risate! Tanto che mio marito talvolta mi guardava allibito). 
La storia è realistica al massimo, i dialoghi pare di ascoltarli dal vicino di tavolo al ristorante o dal collega di lavoro. La trama è ben architettata, riesce a carpirti il giusto. 
Chiara (la protagonista è la stessa scrittrice) vive le sue giornate condite dalla giusta dose di "paranoie" esistenziali, complessi e manie. Insoddisfatta di sè (come la maggior parte di noi donne) è convinta che non vivrà mai all'altezza dei suoi sogni, ricamati sulle trame dei vari film romantici che guarda e riguarda, fino a conoscerli a memoria. Invece...l'incontro con un commissario di polizia, Patrick Garrano, bello e scostante il giusto da farla innamorare, sconvolgerà la sua routine fino a farla precipitare in un vero e proprio "giallo". 
Bello, davvero una ventata d'aria fresca in questa torrida estate cittadina!

sabato 21 marzo 2015

Un piccolo assaggio di felicità

LA FELICITA' DELLE PICCOLE COSE 

di Caroline Vermalle

Sì, devo ammetterlo, sono una fan di Nicolas Barreau e questo libro, da subito, mi aveva incuriosita per la somiglianza cromatica e iconica della copertina. 
In effetti, sulla scia di Barreau, Caroline Vermalle riesce a creare un piacevolissimo affresco parigino, in una Parigi innevata e particolarmente affascinante, con la giusta dose di attesa, lieve intrigo, da leggere d'un fiato. 
Niente di particolarmente approfondito, ma uno di quei libri che, al termine, ti lasciano con il sorriso, la premessa di sogni d'oro, una dolce leggerezza nel cuore. 
In fondo... perchè sempre rigirarsi nei dolori altrui, crogiolarsi in trame oscure e drammatiche: ogni tanto ci vuole un tuffo nel sogno e nella levità dei sentimenti. 
Che, peraltro, tanto lievi non sono. 
Frédéric Solis è un uomo d'affari cui pare non mancare nulla: ricco, affermato avvocato, famoso, bello. Un po' solo, forse, ma appagato dall'amore per l'arte, quella con la A maiuscola (Monet, Sisley, per intenderci) che riesce persino a collezionare. Lentamente si scopre che la sua vita in realtà non è così rosea come appare, che la solitudine corrode il suo animo, e che la passione per i quadri d'autore l'hanno condotto quasi sul lastrico. Proprio nei giorni in cui sta rendendosi conto della sua situazione tutt'altro che serena, egli riceve una misteriosa eredità, da un perfetto sconosciuto, che lo guida in una serie di brevi viaggi nei dintorni di Parigi, alla ricerca di un quadro misterioso.  La ricerca diventerà un viaggio introspettivo e, parimenti, nel lontano passato, segnato dalla scomparsa traumatica del padre quando ancora era bambino. 
 Un simpatico gruppo di comprimari (la segretaria Petronille, e molti personaggi curiosi che incontra via via) lo guideranno alla ricerca della felicità, quella vera, che si può incontrare nelle piccole cose, ma che possono diventare grandissime, se le si sa guardare e apprezzare nel profondo.
Un bel libro, da consigliare a chi è un po' giù, un po' stanco, demotivato e disincantato. 
E' bello, a volte, lasciarsi trasportare da un piccolo viaggio (chi non fuggirebbe, talvolta, da tutto e da se stesso?) inatteso e sorprendente.

mercoledì 18 marzo 2015

 DAL COMMISSARIO... AL VICEQUESTORE...

PISTA NERA
LA COSTOLA DI ADAMO
NON E' STAGIONE
di Antonio Manzini

 Di decennio in decennio, di questura in questura mi sono ritrovata ad Aosta,  al seguito del vicequestore Rocco Schiavone, nato dalla penna di Antonio Manzini. Un altro personaggio affascinante nella sua ruvidezza, che ti trasporta tra le sue indagini con la delicatezza di un orso marsicano, il savoir faire di uno zotico, ma che tuttavia ti diverte, ti circuisce, si fa seguire con passione.
In ogni indagine Schiavone parte con malavoglia e fastidio, considerando il "caso sul groppone" il massimo livello di rottura di scatole. Dal primo spinello del mattino alle eterne notti insonni di uomo frustrato e incattivito dalle intemperanze della vita e dalla solitudine voluta e cercata, i casi si dipanano con estro notevole, in una prosa ineccepibile e ti conducono al finale appagante e soddisfacente che meritano. Non mancano le risate: anche i comprimari, infatti,  sono ben caratterizzati e divertenti (da Pierron a D'Intino e Deruta, vere "macchiette"). 
Una bella scoperta anche questo Schiavone, che val la pena conoscere per piacevoli letture sotto il piumone in questo prolungamento di inverno che appanna ogni domenica.

domenica 30 novembre 2014

I RAGAZZI BURGESS 
 di Elizabeth Strout


A cinque anni da Olive Kitteridge riecco la Strout con un altro ottimo romanzo: da quel Premio Pulitzer che mi aveva avvinta, inquietata e commossa, ad una nuova storia familiare dalle mille sfaccettature. Tre personaggi, i fratelli Burgess, che non possono non affascinarti, nella loro urticante distanza dalla perfezione, sia nei rapporti interpersonali che nello scorrere delle distinte vite. Il maggiore, Jim, idolatrato dagli altri due, gemelli, per la sua arrogante avvenenza, la grande capacità di gestire ogni situazione, i brillanti successi personali, pare essere sempre in grado di fare il gesto giusto, se si esclude lo sgarbo con cui si approccia ad essi. Ogni sua parola è un insulto, un dispregio sbattuto in faccia, eppure lo amano. Susan, fallita moglie e sorella incapace di accogliere neppure con un piatto caldo o una temperatura decente delle stanze di casa, si affligge per il proprio figlio Zach, altrettanto disadattato e triste. Bob, che tra tutti pare la figura meno negativa, omone malinconico e solo, abbandonato dalla moglie, senza figli, senza amici, senza passatempi soddisfacenti, pare sopportare tutto sulle ampie spalle: l'indifferenza della gemella, il disprezzo del fratello, l'abbandono della moglie, l'apatia del nipote. Un drammatico evento scuote la vita nel Maine, a Shirley Falls: Zach compie un atto di razzismo nei confronti della comunità somala immigrata. La vita di sua madre e dell'intero paese viene sconvolta; occorre richiamare a casa gli zii, da tempo trasferiti a New York. E riportare a galla dissapori, incomprensioni, antiche tragedie e lontani dolori in un susseguirsi di ricordi e di ritorni al presente, sempre carico di domande e di dubbi. Elizabeth Strout non delude, ma come sempre affascina, prende e rapisce, vorresti che la storia continuasse ancora perchè, alla fine, ami quei personaggi così "sbagliati" come se facessero parte del tuo quotidiano. Prosa ineccepibile, particolari deliziosi, descrizioni perfette. Ottimo.

lunedì 10 novembre 2014

RICCIARDI VS ARRIGONI:       1 -1

Da amante del giallo italiano quale sono, ho incontrato diversi personaggi, commissari, ispettori, vice ispettori nel mio percorso.
 Ultimo: Ricciardi, creatura di Maurizio De Giovanni, affascinante commissario in una Napoli fascista, personaggio cupo, malinconico, introverso e misterioso. Affascinante perchè, nella sua cupezza, ti prende, ti conduce per mano nel proprio sordo dolore, che lo scava, lo avvilisce, lo nobilita insieme. Un uomo scomodo, scostante e urticante, ma profondamente attraente, Infatti, pur amato in silenzio da più donne, non riesce ad uscire dalla propria solitudine e vi si rigira, compiaciuto della propria malinconia, con unica concessione all'anziana "tata" cui permette di accudirlo. Un uomo dal segreto dono di vedere i morti, nel loro ultimo attimo di dipartita dalla vita, e grazie ai quali intuisce le soluzioni - ancorchè talvolta prendendone abbagli - di delitti e tragedie.
L'opposto di Arrigoni, milanese degli anni '50, nato dalla penna di Dario Crapanzano, personaggio bonario, sereno, amato e stimato, con una solida famiglia e un contorno di colleghi in perenne adorazione delle sue intuizioni, prettamente concrete e sagaci. Il primo vive in una Napoli ventosa e frustata da veti e divieti di epoca mussoliniana, il secondo in una Milano in pieno dopoguerra, in volonterosa espansione, in ottimistico boom.
Mi è piaciuto tuttavia accostarli in un giudizio globalmente molto positivo, perchè entrambi gli autori riescono a condurti nelle loro indagini con grande maestria e tenendoti in sospeso fino al termine, e ti pare quasi di conoscerli, alla fine, ammirandoli e, perfino, quasi amandoli nei loro difetti e nelle loro debolezze. Due bei personaggi, che merita conoscere a fondo nei diversi libri cui appartengono.

venerdì 24 ottobre 2014

FANTASMI DEL PASSATO 
di Mario Vichi

Un giallo italiano un po' noioso e prolisso, che tuttavia delinea bene i personaggi e snoda una storia ben articolata, dove l'intrigo si coniuga con l'analisi dei caratteri e dei rapporti interpersonali.
Il Commissario Bordelli si trova ad affrontare l'omicidio di un uomo facoltoso e affascinante, che pare attorniato di parenti ed amici, apparentemente amato da tutti, senza misteri nè nemici. In una Firenze a pochi mesi dalla tragica alluvione del 1967, ben dettagliata e descritta, si susseguono interrogatori e chiacchierate, indagini e analisi. 
Nessun colpo di scena (a parte il finale, anche se piuttosto scontato), moltissime digressioni in racconti estemporanei dei vari personaggi, rimembranze del passato e malinconie varie.
Un racconto quasi esclusivamente maschile, qua e là addolcito dalla momentanea presenza di donne per lo più di "malaffare", peraltro belle e positive, che si appesantisce per i troppi ricordi, flash back, che spaziano dalla guerra in Africa alle stragi naziste, fino a scavare nei servizi segreti e nelle vicende dell'infanzia personale. Bello e struggente il rapporto con la madre, che prosegue al di là della morte in dialoghi e sensazioni vibranti.
 

martedì 7 ottobre 2014

QUALE VERITA'   di Anne HOLT


Bello, molto ben scritto, questo giallo scandinavo si differenzia dagli altri per un'analisi più approfondita dei personaggi e delle situazioni. Della protagonista, Hanne Wilhelmsen, veniamo a conoscere i segreti più reconditi e le angosce che fin da bambina hanno ostacolato la  vita familiare e di relazione. E che ne hanno fatto una donna, un'ispettrice di polizia, dalle mille sfaccettature e dall'intelligenza acuta e vibrante. Soltanto la sua intuizione, la sua grande capacità di sondare l'animo umano e di non fermarsi alle apparenze, consentono il dipanarsi di questo giallo misterioso e apparentemente insolubile. Una sera d'inverno, prossimo il Natale, vengono uccise quattro persone in un lussuoso appartamento di Oslo. Tre di esse appartengono ad una ricca e potente famiglia di armatori; la quarta è sconosciuta e del tutto slegata dal contesto. Che cosa la legava agli altri personaggi? Questo il nodo attorno al quale Hanne si rigira, fino alla soluzione finale, bella e inattesa. Un bel libro, abbastanza impegnativo se non si vuol perderne descrizioni e analisi, avvincente e appagante.

lunedì 11 agosto 2014

UN GIALLO ALLA PIEMONTESE: così così!

CHI BACIA E CHI VIENE BACIATO
di Rosa Mogliasso

Avevo letto il suo "L'assassino qualcosa lascia", e già ne avevo apprezzato la fluidità letteraria e l'ironica "piemontesità", ma altrettanto mi aveva disturbata la volgarità gratuita di certe descrizioni che, anche a non voler essere bacchettoni, è spesso pesante e fastidiosa. Confermo il giudizio: la trama è ben articolata, il giallo decolla lentamente e incuriosisce, anche se i personaggi sono veramente molti e non è facile districarsi nei meandri delle diverse presentazioni.  Ambiente: Torino e dintorni, con sconfinamenti sulla Costa Azzurra. Si parte dall'omicidio di una reporter francese in una casa di appuntamenti di Torino, per scoprire collegamenti con la mafia russa e gironzolare tra i salotti-bene e le numerose storie di "corna e lussuria" ad essi collegati. Divertenti i dialoghi e la dialettica della Commissaria Barbara Gillo, indubbiamente spassosi. Tuttavia le descrizioni di sesso grevi e feticistiche, l'insistenza sui particolari morbosi e l'assenza quasi totale di sentimenti positivi mi indirizza a un giudizio globale mediocre: insomma, non è il mio genere. (Anche qui, la critica giornalistica è entusiastica e gonfia di superlativi, dal Corriere della sera a La Stampa... Bah!!)

UN ROMANZETTO VELOCE VELOCE...

LA RICETTA DEL VERO AMORE di Nicolas Barreau


Un romanzo da leggere in mezz'ora? Et voilà! La storia annacquata ma gradevole di come la gola possa più della spada, specialmente in amore e specialmente a Parigi, dove, come tutti i libri di Barreau, è ambientata, appare molto prevedibile e poco originale. La prova di come, una volta che si è famosi, sia sufficiente sputare su un foglio per essere pubblicati, con tanto di onori, critiche entusiaste, pubblicità a destra e manca. Tuttavia, a voler essere buoni, ha un pregio: si legge velocissimamente, ed è completato da una serie di ricettine di nouvelle cuisine abbastanza fattibili ed intriganti. Bon appétit!

venerdì 8 agosto 2014

VACANZE - ESTATE- CALDO - SOLE - GIALLO- ... E CHE GIALLI!!




IL CORPO DI GHIACCIO 
FALSE APPARENZE
di Kjell Ola Dahl 


Sulla scia di Stieg Larsson, Henning Mankell, Camilla Lackberg....letto un giallo scandinavo ne resti un po' avvinta! Ho scoperto Kjell Ola Dahl e, dopo "Il corpo di ghiaccio" dello stesso autore, ho voluto subito replicare con "False apparenze". 
Non mi ha delusa: la trama è molto avvincente, l'intrigo ben congegnato e non mancano la suspense e i colpi di scena. I personaggi non sono particolarmente affascinanti, anzi appaiono piuttosto brutti e di pessimo carattere (non se ne salva uno!) e la polizia pare composta da elementi un po' paranoici e soprattutto scostanti al massimo tra loro: manca la complicità affettuosa che contraddistingue gli investigatori made in Italy. Tuttavia sono simpatici, da Frank  Frølich a Gunnerstranda, a Lena  Stigersand e Rindal, alla fine ti sembra di conoscere le loro manie, i loro protagonismi e i loro modi rudi e urticanti. Nel secondo, Frølich arresta e subito scarcera una giovane donna sospettata di essere legata con la malavita di Oslo in furti su commissione; ben presto scopre che è la fidanzata di un amico di gioventù e, a complicare le cose, qualche giorno dopo la ritrova cadavere in un cassonetto dei rifiuti. Le indagini riusciranno a far luce sul terribile delitto e scopriranno anche altre inquietanti storie che ne fanno cornice. Molto avvincente, si legge velocemente e soddisfa i giallisti esigenti.

martedì 22 luglio 2014

LA SIRENA di Camilla Lackberg

Lievemente prevedibile, in alcune parti un po' superficiale, tuttavia questo romanzo della Lackberg si legge molto volentieri, con piacevoli descrizioni, molti dialoghi a tratti divertenti, una buona analisi dei personaggi e delle loro psicologie. Erica e Patrick sono proprio una bella coppia, attorniata da molti amici e simpatici parenti. Ti pare quasi di conoscerli, arrivando a questo sesto libro della serie. Qui si incontra Christian, romanziere esordiente, fin dall'inizio evidentemente paranoico, e un gruppo di persone che lo circonda, e che si ritrova vittima di un unico anonimo persecutore. Lettere minatorie vengono recapitate a lui ed a due suoi amici; un terzo viene ritrovato ucciso. Parallelamente si inizia a conoscere l'angosciante storia di un bambino, orfano, adottato da una famiglia snaturata, vittima di ogni sopruso affettivo immaginabile.Con lo scorrere della storia, nella quale Patrick ed Erica conducono a modo loro le indagini, aiutandosi a vicenda e supportandosi in ogni istante, si verificano altri tragici fatti, legati da un misterioso fil rouge che però pare inestricabile. Bello il finale dal punto di vista "poliziesco", ma angosciante l'ultima pagina del libro. Che obbliga assolutamente a leggere il prosieguo, anche se ottobre (data dell'uscita in Italia del settimo libro della serie), a questo punto, appare troppo lontano!!

domenica 13 luglio 2014

... UNA CONFERMA!!

BESAME MUCHO di Mario Paternostro

Dopo la lettura del precedente libro di Mario Paternostro, lo splendido "Le povere signore Gallardo", ho affrontato con un po' di timore questo "Besame Mucho", temendo che non raggiungesse il fascino del primo. Invece... bellissimo! Lette, divorate in tre giorni trecento e più pagine di questo giallo intrigante e avvincente. Continuano le indagini del Commissario Falsopepe, personaggio affascinante e piacevole, attorniato da comprimari di indubbio gusto, dal charmant libraio dei caruggi genovesi alla magistrata un po' ambigua e non del tutto simpatica. Un delitto scuote la Genova "bene", avendo come vittima il senator Mansurati, personaggio di spicco della politica romana e della vita cittadina. Un poderoso intrigo sottende all'omicidio, perdendosi nel passato remoto degli anni '60 e infiltrandosi negli anni di piombo, fino a giungere ad un presente carico di ombre e di segreti. Molto ben costruito, scritto (e mi ripeto) divinamente, fa sì che Paternostro diventi davvero uno dei miei scrittori preferiti. Consigliato a chi ama l'intreccio ben costruito, ma anche numerose sane risate per le battute irresistibili dei personaggi (dal questore Zanfrondo al prefetto De Bernardinis ecc ecc...)

lunedì 7 luglio 2014

una vera scoperta!!

LE POVERE SIGNORE GALLARDO
di Mario Paternostro
 

Bellissimo, scritto divinamente, per i miei gusti.
Paternostro ti porta nella Genova più vera, ti fa passeggiare tra i vicoli e visitare chiese e piazzette, ti pare di farne parte, seguendo una trama avvincente e multiforme, che ti conduce in diversi spazi temporali, dagli inizi del 900, alle lotte partigiane dell'ultima guerra, ai giorni nostri passando per gli anni '50. I personaggi sono caratterizzati benissimo, tutti dai nomi altisonanti se non divertenti, dopo qualche pagina ti sembra di conoscerli e ti viene voglia di andare con loro a cenare nella trattoria tra i carruggi. Davvero una rivelazione questo autore, che riesce a fondere il giallo con la narrazione più piacevole. Il commissario Falsopepe indaga su un delitto avvenuto cinquant'anni prima ma che ancora ha conseguenze nella Genova odierna, e che affonda le radici nel '45 e ancor prima nel 1911, quando una bambina spalancava gli occhi sull'avventura e sul desiderio di essere qualcuno. Merita davvero.

lunedì 30 giugno 2014

DELITTO DI MEZZA ESTATE 
 di Henning Mankell

Il Commissario Wallander è un altro di quei personaggi della narrativa scandinava che riesce a catturarti con la sua quotidianità, i suoi dolori, la sua vita grigia, ma carica di sfaccettature. Non ancora cinquantenne pare un vecchio, trascurato e malandato dal punto di vista della salute, deluso dai trascorsi sentimentali, senza voglia di futuro, ingrigito dalla solitudine. Unica famiglia il Commissariato, dove le persone si alternano al suo fianco e riescono a dargli quell'affetto e quella stima necessari per affrontare il lavoro e la vita stessa. Questa volta Wallander si trova a dipanare la matassa di una serie di efferati omicidi, apparentemente slegati tra loro, ma che ben presto si rivelano parte di un'unica trama. Un folle omicida si accanisce contro giovani inermi, colpevoli soltanto di voler essere, almeno per un attimo, davvero felici. Venire a capo di tanta ferocia, per di più su fronti diversi, è un'impresa titanica per il team di Wallander, ma le sue intuizioni riescono presto a prendere la piega giusta. Quasi 600 pagine avvincenti, che prendono fin dall'inizio, e conducono nei meandri dei pensieri di uno psicopatico, e contestualmente del Commissario, riuscendo a tenere incollati al libro per ore intere. Un bel giallone estivo, che cattura e convince fino al finale.