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domenica 1 maggio 2016

LA RAGAZZA DI ORCHARD STREET 
di Susan Jane Gilman


Malka è una bambina russa che emigra con la famiglia (una terribile famiglia nella quale l'affetto e il calore sono sostituiti dal rancore e dall'acredine) in America, carica di sogni e di speranze. Presto il padre fa perdere le proprie tracce, travolgendo ciò che resta della famiglia in una spirale di miseria. A seguito di un terribile incidente nelle strade del Lower East Side, Malka rimane storpia, ma viene adottata dal suo investitore, un ambulante fabbricante di gelati, fatto che segnerà l'inizio della sua vera vita americana. I Dinello, italoamericani, che la ribattezzeranno Lillian, le faranno conoscere, seppure di sghimbescio, il calore di una famiglia vera e la inizieranno a conoscere ciò che, nel tempo, segnerà il suo destino: il gelato. Imparerà un lavoro, incontrerà l'amore, conoscerà la fortuna, la iella, la ricchezza e il fallimento, l'amicizia, lo sfruttamento, l'avidità, delusioni e frustrazioni a iosa. E il suo passato tornerà sempre a segnarla, infastidirla, provocarla.
La storia di Malka/Lillian attraversa tutto il 900, in un affresco di colori, gusti e sensazioni impagabili. Lascia un retrogusto lievemente amaro, come un gelato al limone.

mercoledì 15 luglio 2015

VILLA TRE PINI di Marco Polillo


L'ambientazione è di quelle che piacciono a me, una bella grande villa sulle pendici del Lago Maggiore, nella quale si ritrova un gruppo di amici e conoscenti legato da diversi rapporti, in un fine anno destinato a trasformare le vite di ognuno. Maria Carla Severi, moglie di un editore, invita alcuni amici suoi e soci e conoscenti del marito a trascorrere il capodanno nella villa di famiglia.Tra di essi ritroviamo Serena e, soprattutto, Enea Zottìa, il tenebroso vice commissario che già conoscemmo in altri riusciti gialli di Polillo, con la loro travagliata storia di amore e di malintesi che lascia sempre un retrogusto amaro o quantomeno malinconico. La storia si dipana con una certa lentezza, quasi debba assecondare i ritmi pacati del lungolago, e consente all'autore di tracciare con dovizia di particolari i ritratti dei diversi personaggi che fanno da sfondo alla storia o che ne divengono, loro malgrado, protagonisti. Uno di essi (ma devono trascorrere oltre 100 pagine perchè accada qualcosa) muore improvvisamene, ma, pare, di morte naturale; un altro invece viene poco dopo rinvenuto cadavere, stavolta brutalmente ammazzato. La presenza di Zottìa, per quanto estemporanea nel gruppo snob di villeggianti, e parecchio "fuor d'acqua" per quasi tutta la durata della vicenda, diviene dunque centrale, perchè, da buon investigatore, riesce a far luce tra i vari segreti, vicini e lontani, che legano i vari ospiti. Bello, non entusiasmante, ma molto gradevole per le atmosfere eleganti e rilassate che suggerisce; una piacevole lettura estiva, nonostante evochi inverno e nevicate decisamente fuori tempo.

martedì 16 giugno 2015

LA  MOGLIE DELL'AVIATORE
 di Melanie Benjamin

Charles Lindbergh, mitico aviatore che trasvolò l'Atlantico in solitaria nel 1927, era un eroe, una leggenda, ma soprattutto, e inesorabilmente, un uomo come gli altri, con luci ed ombre ad offuscarne l'aura, nonché  un marito dal carattere spigoloso e impossibile. 
Anne Morrow conosce il "mito" quando è poco più che un'adolescente, e se ne innamora, con il sogno che lo circonda. In breve tempo diviene sua moglie, anche se la parola "amore" non viene mai pronunciata, per lo meno da parte dello sposo.  
La vita accanto a Lindbergh è tutt'altro che noiosa, sempre sul filo del brivido e dell'avventura, e ben presto diviene sinonimo di ansia e di desiderio di fuga, presa com'é la coppia dallo sfuggire ad ammiratori soffocanti e invadenti allo stremo. Essere un "mito" infatti comporta anche confrontarsi con la follia collettiva e individuale di squilibrati e maniaci. Il primogenito viene rapito ed ucciso a soli due anni, e il dramma incide una lacerazione profondissima in entrambi, che mai sarà lenita, nè dai successi della vita nè dagli altri figli che formeranno la loro bella famiglia. Ma, soprattutto, è il cuore di Charles a rimanere arido e il suo carattere a peggiorare sino a divenire impossibile. Anne vive la sua esistenza all'ombra di un personaggio amato e detestato, che la soffoca  e la forgia continuamente per trasformarla in qualcosa che ella non desidera.  Al contempo, però,  non riesce ad allontanarsene perchè si sente parte di lui. L'analisi dei sentimenti e della crescita di Anne e del rapporto di coppia è dettagliata e profonda. Si arriva a comprendere il perchè degli atteggiamenti di entrambi, perchè appaiono inevitabili, in una descrizione minuziosa e attenta. La storia d'amore, perchè di questo si tratta, anche se di un amore difficile e dalle mille sfaccettature, avvince e affascina fino all'ultima pagina. Commuove profondamente per la vividità delle sensazioni.  
Un bellissimo romanzo, scritto con maestria, che merita davvero leggere.

giovedì 14 maggio 2015

Un tuffo nell'Amsterdam del 1600

  IL MINIATURISTA di Jessie Burton

Attratta più dalla copertina che dal titolo, mi sono avvicinata a questo romanzo con un po' di scetticismo, temendo di trovarmi invischiata in una trama poco avvincente. 
Invece l'opera prima di Jessie Burton fin da subito mi rapisce in una prosa curata e originale, nella quale gli aggettivi spesso vengono usati al comparativo, con termini di paragone inconsueti e curiosi, che la rendono gradevole.
La protagonista è una giovane di buona famiglia, che per motivi economici e di convenienza sociale viene data in sposa a Johannes Brandt, ricco mercante della Compagnia delle Indie. Dopo un matrimonio frettoloso (e non consumato) il marito è partito per uno dei suoi viaggi di lavoro per il mondo e la diciottenne Petronella raggiunge la casa di Amsterdam in compagnia dell'amato pappagallino Peebo; qui incontra la cognata, Marin, personaggio controverso, dapprima scostante e acido, in seguito carica di segreti inconfessabili e di dolori intimi, la domestica Cornelia e il maggiordomo Otto, che subito la lascia esterrefatta per il colore scuro della pelle, mai visto nel suo piccolo mondo d'infanzia. Al rientro del marito la giovane, detta Nella, spera di coronare il sogno d'amore e di maternità, ma verrà crudamente riportata ad una realtà dura e disincantata, nella quale l'amore assume connotazioni distorte e negative. L'ambiente bigotto e l'ottusa mentalità del tempo fanno da contorno alla storia della giovane sposa che, anzichè dedicarsi a costruire la propria vita seguendo le aspirazioni e i desideri del cuore, si troverà a costruire una piccola casa in miniatura, strano e misterioso piccolo mondo, con l'aiuto di un'ambigua miniaturista (sì, al femminile, e non si capisce il perchè, visto il titolo), che nascostamente, senza mai palesarsi, lentamente tesse una tela fatta di premonizioni, presagi, chiaroveggenze inspiegabili.
Un bell'affresco del mondo dei commerci e delle credenze popolari nell'antica Olanda, con belle descrizioni e personaggi ben costruiti. Un finale non del tutto soddisfacente, che tuttavia non lede la piacevolezza di una lettura diversa dal solito.

lunedì 4 maggio 2015

QUOTA 1222  di Anne Holt

Ritrovo Hanne Wilhelmsen, sagace ispettrice di polizia norvegese conosciuta in "Quale verità", paralizzata da un proiettile nella colonna vertebrale, lontana ormai dal distretto in cui operava con solerzia e intuito straordinari, su un treno che conduce a un remoto paese nordico, che deraglia rovinosamente durante una bufera di neve. Dopo un iniziale momento di panico i passeggeri vengono traslocati in un hotel, il Finse 1222 (la quota di altitudine del paese in cui si trova) e qui iniziano a fare la reciproca conoscenza. Poco dopo viene ucciso un sacerdote e, il giorno seguente, un altro. I personaggi che si incontrano sono tutti di un'antipatia eccezionale, a partire da Hanne, ruvida come carta vetrata, urticante e scostante con chiunque le si ponga di fronte. Tranne, forse, con chi è ancor più odioso di lei, come il giovane disadattato sociale Adrian, che da subito le ispira, se non tenerezza, un certo interesse pseudomaterno. La trama scorre piuttosto lenta e pesante come i cumuli nevosi che sommergono l'hotel e i suoi malumori, i colpi di scena sono lievi e prevedibili. Il finale è discreto. Un romanzo che risulta al di sotto delle aspettative, e che viene voglia di terminare in fretta poiché non convince mai a sufficienza. Anche la supponenza e l'atteggiamento aggressivo della protagonista la rendono poco attraente e non ispirano l'empatia che dovrebbe sempre subentrare durante la lettura di un bel libro. Al confronto Olive Kitteridge era un bijou!

sabato 21 marzo 2015

Un piccolo assaggio di felicità

LA FELICITA' DELLE PICCOLE COSE 

di Caroline Vermalle

Sì, devo ammetterlo, sono una fan di Nicolas Barreau e questo libro, da subito, mi aveva incuriosita per la somiglianza cromatica e iconica della copertina. 
In effetti, sulla scia di Barreau, Caroline Vermalle riesce a creare un piacevolissimo affresco parigino, in una Parigi innevata e particolarmente affascinante, con la giusta dose di attesa, lieve intrigo, da leggere d'un fiato. 
Niente di particolarmente approfondito, ma uno di quei libri che, al termine, ti lasciano con il sorriso, la premessa di sogni d'oro, una dolce leggerezza nel cuore. 
In fondo... perchè sempre rigirarsi nei dolori altrui, crogiolarsi in trame oscure e drammatiche: ogni tanto ci vuole un tuffo nel sogno e nella levità dei sentimenti. 
Che, peraltro, tanto lievi non sono. 
Frédéric Solis è un uomo d'affari cui pare non mancare nulla: ricco, affermato avvocato, famoso, bello. Un po' solo, forse, ma appagato dall'amore per l'arte, quella con la A maiuscola (Monet, Sisley, per intenderci) che riesce persino a collezionare. Lentamente si scopre che la sua vita in realtà non è così rosea come appare, che la solitudine corrode il suo animo, e che la passione per i quadri d'autore l'hanno condotto quasi sul lastrico. Proprio nei giorni in cui sta rendendosi conto della sua situazione tutt'altro che serena, egli riceve una misteriosa eredità, da un perfetto sconosciuto, che lo guida in una serie di brevi viaggi nei dintorni di Parigi, alla ricerca di un quadro misterioso.  La ricerca diventerà un viaggio introspettivo e, parimenti, nel lontano passato, segnato dalla scomparsa traumatica del padre quando ancora era bambino. 
 Un simpatico gruppo di comprimari (la segretaria Petronille, e molti personaggi curiosi che incontra via via) lo guideranno alla ricerca della felicità, quella vera, che si può incontrare nelle piccole cose, ma che possono diventare grandissime, se le si sa guardare e apprezzare nel profondo.
Un bel libro, da consigliare a chi è un po' giù, un po' stanco, demotivato e disincantato. 
E' bello, a volte, lasciarsi trasportare da un piccolo viaggio (chi non fuggirebbe, talvolta, da tutto e da se stesso?) inatteso e sorprendente.

mercoledì 18 marzo 2015

 DAL COMMISSARIO... AL VICEQUESTORE...

PISTA NERA
LA COSTOLA DI ADAMO
NON E' STAGIONE
di Antonio Manzini

 Di decennio in decennio, di questura in questura mi sono ritrovata ad Aosta,  al seguito del vicequestore Rocco Schiavone, nato dalla penna di Antonio Manzini. Un altro personaggio affascinante nella sua ruvidezza, che ti trasporta tra le sue indagini con la delicatezza di un orso marsicano, il savoir faire di uno zotico, ma che tuttavia ti diverte, ti circuisce, si fa seguire con passione.
In ogni indagine Schiavone parte con malavoglia e fastidio, considerando il "caso sul groppone" il massimo livello di rottura di scatole. Dal primo spinello del mattino alle eterne notti insonni di uomo frustrato e incattivito dalle intemperanze della vita e dalla solitudine voluta e cercata, i casi si dipanano con estro notevole, in una prosa ineccepibile e ti conducono al finale appagante e soddisfacente che meritano. Non mancano le risate: anche i comprimari, infatti,  sono ben caratterizzati e divertenti (da Pierron a D'Intino e Deruta, vere "macchiette"). 
Una bella scoperta anche questo Schiavone, che val la pena conoscere per piacevoli letture sotto il piumone in questo prolungamento di inverno che appanna ogni domenica.

martedì 17 febbraio 2015

... E QUANDO UNA SI INNAMORA DEL COMMISSARIO....

a proposito della serie "Il Commissario Ricciardi" di Maurizio De Giovanni

 Parti con un tentativo, un approccio scettico nei confronti di un tipo che ti pare paranoico e frustrato, preso da mille paturnie e dall'ossessione nei confronti dell'amore tanto da sembrarti quasi antipatico. Poi ne conosci gli amici, i comprimari, tra cui il Brigadiere Maione, che invece da subito si rende adorabile nella sua mole e nel suo accento partenopeo (stupendo!), il dottor Modo, dalla battuta formidabile, e Bambinella , 'o femminiello, un travestito irresistibile. Infine ti immergi nella prosa sapiente che ti conduce per mano in una Napoli anni '30 che ti pare di toccare, odorare, gustare ad ogni vicolo, e in una serie di delitti violenti da risolvere con arguzia e con quel tocco in più che solo Lui riesce a dare, solo Ricciardi.
Il suo fascino ti avvince chiano chiano e vorresti essere lì anche tu per vederlo girare nei meandri napoletani con le mani in tasca e i capelli al vento, studiarne lo sguardo malinconico e profondo, gli occhi verdi come il ghiaccio, la maledizione sovrastante di vedere i morti e sentirne l'ultimo pensiero.
Ogni libro è un giallo magistralmente condotto, con la giusta dose di suspense e di sorpresa, e parimenti un addentrarsi nella conoscenza dei personaggi, cui ti affezioni via via. E poi Enrica, Livia, le donne del Commissario che vorrebbero amarlo e da cui non riescono a ricevere che delusione e rimpianto, in un alternarsi di avvicinamenti e allontanamenti che tuttavia non sfibrano, anzi avvincono ancor di più.
Una serie di libri da consigliare assolutamente agli amanti del giallo dalla prosa curata e sapiente, a tratti addirittura poetico, che non stanca mai e, piano piano... ti innamora.




domenica 30 novembre 2014

I RAGAZZI BURGESS 
 di Elizabeth Strout


A cinque anni da Olive Kitteridge riecco la Strout con un altro ottimo romanzo: da quel Premio Pulitzer che mi aveva avvinta, inquietata e commossa, ad una nuova storia familiare dalle mille sfaccettature. Tre personaggi, i fratelli Burgess, che non possono non affascinarti, nella loro urticante distanza dalla perfezione, sia nei rapporti interpersonali che nello scorrere delle distinte vite. Il maggiore, Jim, idolatrato dagli altri due, gemelli, per la sua arrogante avvenenza, la grande capacità di gestire ogni situazione, i brillanti successi personali, pare essere sempre in grado di fare il gesto giusto, se si esclude lo sgarbo con cui si approccia ad essi. Ogni sua parola è un insulto, un dispregio sbattuto in faccia, eppure lo amano. Susan, fallita moglie e sorella incapace di accogliere neppure con un piatto caldo o una temperatura decente delle stanze di casa, si affligge per il proprio figlio Zach, altrettanto disadattato e triste. Bob, che tra tutti pare la figura meno negativa, omone malinconico e solo, abbandonato dalla moglie, senza figli, senza amici, senza passatempi soddisfacenti, pare sopportare tutto sulle ampie spalle: l'indifferenza della gemella, il disprezzo del fratello, l'abbandono della moglie, l'apatia del nipote. Un drammatico evento scuote la vita nel Maine, a Shirley Falls: Zach compie un atto di razzismo nei confronti della comunità somala immigrata. La vita di sua madre e dell'intero paese viene sconvolta; occorre richiamare a casa gli zii, da tempo trasferiti a New York. E riportare a galla dissapori, incomprensioni, antiche tragedie e lontani dolori in un susseguirsi di ricordi e di ritorni al presente, sempre carico di domande e di dubbi. Elizabeth Strout non delude, ma come sempre affascina, prende e rapisce, vorresti che la storia continuasse ancora perchè, alla fine, ami quei personaggi così "sbagliati" come se facessero parte del tuo quotidiano. Prosa ineccepibile, particolari deliziosi, descrizioni perfette. Ottimo.

lunedì 10 novembre 2014

RICCIARDI VS ARRIGONI:       1 -1

Da amante del giallo italiano quale sono, ho incontrato diversi personaggi, commissari, ispettori, vice ispettori nel mio percorso.
 Ultimo: Ricciardi, creatura di Maurizio De Giovanni, affascinante commissario in una Napoli fascista, personaggio cupo, malinconico, introverso e misterioso. Affascinante perchè, nella sua cupezza, ti prende, ti conduce per mano nel proprio sordo dolore, che lo scava, lo avvilisce, lo nobilita insieme. Un uomo scomodo, scostante e urticante, ma profondamente attraente, Infatti, pur amato in silenzio da più donne, non riesce ad uscire dalla propria solitudine e vi si rigira, compiaciuto della propria malinconia, con unica concessione all'anziana "tata" cui permette di accudirlo. Un uomo dal segreto dono di vedere i morti, nel loro ultimo attimo di dipartita dalla vita, e grazie ai quali intuisce le soluzioni - ancorchè talvolta prendendone abbagli - di delitti e tragedie.
L'opposto di Arrigoni, milanese degli anni '50, nato dalla penna di Dario Crapanzano, personaggio bonario, sereno, amato e stimato, con una solida famiglia e un contorno di colleghi in perenne adorazione delle sue intuizioni, prettamente concrete e sagaci. Il primo vive in una Napoli ventosa e frustata da veti e divieti di epoca mussoliniana, il secondo in una Milano in pieno dopoguerra, in volonterosa espansione, in ottimistico boom.
Mi è piaciuto tuttavia accostarli in un giudizio globalmente molto positivo, perchè entrambi gli autori riescono a condurti nelle loro indagini con grande maestria e tenendoti in sospeso fino al termine, e ti pare quasi di conoscerli, alla fine, ammirandoli e, perfino, quasi amandoli nei loro difetti e nelle loro debolezze. Due bei personaggi, che merita conoscere a fondo nei diversi libri cui appartengono.

venerdì 24 ottobre 2014

FANTASMI DEL PASSATO 
di Mario Vichi

Un giallo italiano un po' noioso e prolisso, che tuttavia delinea bene i personaggi e snoda una storia ben articolata, dove l'intrigo si coniuga con l'analisi dei caratteri e dei rapporti interpersonali.
Il Commissario Bordelli si trova ad affrontare l'omicidio di un uomo facoltoso e affascinante, che pare attorniato di parenti ed amici, apparentemente amato da tutti, senza misteri nè nemici. In una Firenze a pochi mesi dalla tragica alluvione del 1967, ben dettagliata e descritta, si susseguono interrogatori e chiacchierate, indagini e analisi. 
Nessun colpo di scena (a parte il finale, anche se piuttosto scontato), moltissime digressioni in racconti estemporanei dei vari personaggi, rimembranze del passato e malinconie varie.
Un racconto quasi esclusivamente maschile, qua e là addolcito dalla momentanea presenza di donne per lo più di "malaffare", peraltro belle e positive, che si appesantisce per i troppi ricordi, flash back, che spaziano dalla guerra in Africa alle stragi naziste, fino a scavare nei servizi segreti e nelle vicende dell'infanzia personale. Bello e struggente il rapporto con la madre, che prosegue al di là della morte in dialoghi e sensazioni vibranti.
 

martedì 7 ottobre 2014

QUALE VERITA'   di Anne HOLT


Bello, molto ben scritto, questo giallo scandinavo si differenzia dagli altri per un'analisi più approfondita dei personaggi e delle situazioni. Della protagonista, Hanne Wilhelmsen, veniamo a conoscere i segreti più reconditi e le angosce che fin da bambina hanno ostacolato la  vita familiare e di relazione. E che ne hanno fatto una donna, un'ispettrice di polizia, dalle mille sfaccettature e dall'intelligenza acuta e vibrante. Soltanto la sua intuizione, la sua grande capacità di sondare l'animo umano e di non fermarsi alle apparenze, consentono il dipanarsi di questo giallo misterioso e apparentemente insolubile. Una sera d'inverno, prossimo il Natale, vengono uccise quattro persone in un lussuoso appartamento di Oslo. Tre di esse appartengono ad una ricca e potente famiglia di armatori; la quarta è sconosciuta e del tutto slegata dal contesto. Che cosa la legava agli altri personaggi? Questo il nodo attorno al quale Hanne si rigira, fino alla soluzione finale, bella e inattesa. Un bel libro, abbastanza impegnativo se non si vuol perderne descrizioni e analisi, avvincente e appagante.

mercoledì 30 aprile 2014

L'AMORE QUANDO TUTTO CROLLA di Giulia Ottaviano

Eugenia appartiene alla borghesia milanese: figlia di un noto imprenditore, conduce una vita piuttosto snob, tra disimpegno e futilità. Non conosce l'amore, forse neppure nei confronti della madre, studia poco e male, nulla pare interessarla. Un giorno incontra Thomas, un dottorando tedesco in servizio nella sua università e, vuoi per il disinteresse iniziale di lui, vuoi per curiosità, inizia a pensarci sempre più spesso, fino ad innamorarsene. Si conoscono, si piacciono, sboccia l'amore. E' un amore fresco, dolce, tenero, che riesce a cambiare la sua visione della vita, la catapulta in attimi di pura felicità. Ma nello stesso momento la vita familiare di Eugenia subisce un forte colpo: il padre, in odor di tangenti, viene incriminato e il tranquillo menage crolla. Riscirà quel nuovo sentimento a darle la forza di reagire?
Il libro è ben scritto, con stile moderno e vivace, molte citazioni contemporanee, quindi adatto ad un pubblico giovane. Contiene però una buona dose di amarezza, di cui neppure il finale è scevro.
Per comprendere alcune parti ho dovuto tornare a rileggere capitoli addietro, in quanto certi personaggi compaiono soltanto "qua e là" e soltanto verso la fine se ne capisce il motivo. Una lettura tutto sommato piacevole.

mercoledì 19 febbraio 2014

 IL GIARDINO DEI SEGRETI di Kate Morton

Il romanzo di Kate Morton si snoda su tre archi temporali: primi del '900, 1975 e 2005, nei quali scorrono parallelamente due protagoniste, cui fanno da contorno una miriade di altri personaggi, in un continuo "flash back and forward" che, specie all'inizio, confonde un po' le idee. Presto tuttavia la vicenda prende un ritmo incalzante e, nonostante le quasi 600 pagine, riesce a tenere viva la curiosità fino alla fine. Cassandra, una giovane infelice per un tragico incidente che le ha distrutto la famiglia, si trova, al funerale della nonna, a dover dipanare un segreto che ella le aveva tenuto nascosto e che ora chiede prepotentemente di essere svelato. Nell, la nonna, era stata abbandonata, bambina, all'arrivo di una nave, proveniente dall'Inghilterra, in Australia, dove era poi stata adottata ed amata da un'ottima famiglia. Alla scoperta delle proprie oscure origini, aveva tentato, alla morte dei genitori adottivi, di conoscere la sua vera identità affrontando un viaggio fino alla sua Patria, ma non era riuscita a venirne a capo in modo completo. Tocca ora a Cassandra portare a termine quel desiderio della nonna. A sua volta dunque Cassandra affronta il viaggio che la conduce in Cornovaglia, luogo in cui troverà anche una soluzione alla propria malinconica esistenza.
Bello, bello, avvincente anche se richiederebbe una lettura continuativa per evitare di perdersi nei meandri dei luoghi e dei personaggi. Tuttavia vale la pena rileggere le pagine per ri-orientarsi nella trama, poichè il finale è appagante.

domenica 9 febbraio 2014


SEMINA IL VENTO  di Alessandro Perissinotto

Amaro, un pugno nello stomaco: il romanzo di Perissinotto ti colpisce nel profondo. Romanzo politico, fortemente connotato, nel quale la bellissima storia d'amore tra l'italiano Giacomo e Shirin, iraniana, costituisce il pretesto per rappresentare il conflitto tra ciò che è buono, colto, corretto, rappresentato dai protagonisti, e quanto di becero, ignorante, rozzo esiste nel mondo che li circonda. Quando, infatti, la coppia si trasferisce da Parigi (dove si è conosciuta) nel paese natale di Giacomo, tra le Alpi piemontesi, in un impeto di romantico "ritorno alle origini", "via dalla pazza folla", alla ricerca delle cose vere, genuine, autentiche, si scontra l'incomprensione della gente, che diviene presto frustrazione e degenera in annichilimento.
Nello scontro, però, tutto il male sta da una parte sola, in modo talmente duro da non consentire via di uscita. Il male viene visto in tutto ciò che è fede, tradizione, legame, comunità, religione quasi fossero sinonimi di chiusura, arretratezza mentale, faciloneria, semplicismo, ignoranza.
La prosa ineccepibile e le descrizioni curate ne fanno un romanzo di piacevole lettura, ma i contenuti restano per me discutibili, pertanto la sensazione finale è di amaro, di profonda malinconia.

lunedì 20 gennaio 2014


L'EREDITA' SEGRETA  di Katherine Webb

Due sorelle si trovano ad affrontare una difficile eredità: per volontà della nonna Meredith, la grande tenuta di campagna, nella quale trascorsero innumerevoli vacanze estive durante l'infanzia, diventerà di loro proprietà soltanto se vi si stabiliranno definitivamente. Decidono pertanto di passarvi le vacanze invernali insieme. I ricordi legati alla casa, tuttavia, sono pesanti e nascondono un grave segreto: durante un'estate vi scomparve l'odiato cuginetto, personaggio odioso e irritante, senza lasciare traccia, ma segnando profondamente il destino di ognuna di loro. Durante i giorni di convivenza le due sorelle scoprono che i segni del passato emergono continuamente nelle reciproche vite e devono essere sondati per poter finalmente dar loro pace. La ricerca del passato della grande casa si dipana in un susseguirsi di flash back che conduce lontano, ad inizio secolo, fino ad un'antica antenata dalla quale ebbe origine ogni mistero.
La storia scorre avvincente e intrigante, rapisce pur nei continui salti temporali, giungendo ad un epilogo pacificatore e rasserenante. Lo stile è pieno, coinvolgente e le descrizioni ampie e dettagliate conducono nelle più svariate ambientazioni, dall'avventuroso Far West americano alle campagne inglesi dei dintorni londinesi. Proprio bello.

lunedì 13 gennaio 2014

ISTRUZIONI PER CINQUANTENNI IN CERCA D'AMORE  di Pascal Morin

Catherine è un'insegnante cinquantenne in piena crisi esistenziale, professionale e personale, che affronta le giornate con una certa malinconia, perfino con insoddisfazione e noia. Non ama più insegnare, vive sola e priva di legami sentimentali, ha un ex marito inesistente, una figlia al di là dell'oceano e non coltiva altri interessi che per il francese, i libri, la cultura insomma. Un insieme di circostanze la porta ad allontanarsi momentaneamente dal lavoro e a dover fare il punto della propria vita, incontrando persone che sapranno dare una svolta positiva a quella scialba esistenza. In modo inaspettato si incrociano destini e solitudini, in un ambiente parigino delizioso e descritto in modo molto attuale e coinvolgente. Per un'insegnante come me è facile ritrovarsi in certi modi di ragionare e di vivere certe esperienze. Per un'amante di Parigi è estremamente piacevole ritrovarsi in luoghi e scorci di grande nostalgia. Il romanzo è piacevole, senza grandi pretese, ma molto coinvolgente e si legge velocemente e con gusto.

lunedì 9 dicembre 2013

LETTURE D'INVERNO

OGNI CONTATTO LASCIA UNA TRACCIA
di Elanor Dymott

Dopo una breve rimpatriata ad Oxford nel College in cui si sono conosciuti, Alex e Rachel stanno per rientrare, quando lei gli chiede un attimo di solitudine per rivedere il lago della sua giovinezza. Poco dopo Alex la ritroverà morta. Assassinata. Nella lenta riemersione dalla disperazione, Alex ripercorre la vita di sua moglie, venendo a conoscenza di aspetti inimmaginabili, che lo lasciano spesso incredulo e sgomento. Grazie all'aiuto di un professore, Harry, che ridisegna con lui il ritratto di Rachel, donna enigmatica e dai mille risvolti, Alex riesce a trovare un senso all'inspiegabile delitto e a farsene una pur angosciata ragione. Bello, intrigante, coinvolgente. Scritto magistralmente, è l'ideale da leggere in un freddo inverno, alla penombra del solstizio, in piacevoli ore di suspence e di pathos.

lunedì 7 ottobre 2013

LETTURE D'AUTUNNO

IL MONDO DI BELLE  di  Kathleen Grissom


Chi non ha amato la Mamie di "Via col Vento?" Ebbene, in questo romanzo di Kathleen Grissom vi si ritrovano molti personaggi simili, ben caratterizzati e altrettanto simpatici, pur in un contesto drammatico e spesso doloroso quale quello del periodo della schiavitù negli Stati Uniti del Sud. Belle è figlia naturale di una schiava e del padrone della piantagione, e vive insieme alla servitù da quando il "capitano" si è sposato e lei è stata allontanata dalla casa padronale. Viene considerata figlia adottiva di Mae, (la Mamie di cui si parlava prima) e con la nuova famiglia vive tutti i drammi di una gestione poco corretta del lavoro da parte di un personaggio negativo e crudele, il capo degli schiavi Ranskin. Le viene affidata anche una bambina bianca, Lavinia, che il capitano ha trasportato sulla sua nave dall'Inghilterra ed è rimasta orfana. Le vicende si alternano tra la parte relativa a Lavinia, che cresce e diventerà addirittura padrona, e quella di Belle, che subisce ogni angheria e sopruso senza riuscire a ricattarsi.
Un bel romanzo, lungo e articolato, che avvince e lascia soddisfatti nel finale.

lunedì 23 settembre 2013

ESTATE AGLI SGOCCIOLI... ULTIME LETTURE VELOCI

IL QUADERNO DI MAYA  - di Isabel Allende
Maya Vidal vive lontano dal mondo, in una sperduta isola cilena, con un anziano scrittore e un piccolo universo di amici. Perché?
La sua vita di ha subito ogni genere di sopruso: madre assente, padre sempre in volo, viene allevata da una coppia di nonni fantastici, che cerca di supplire con una valanga di amore gli affetti negati. Nonostante ciò la crisi adolescenziale, inevitabile dati i presupposti, la catapulta in una caparbia volontà di protesta, conducendola ad un abisso di dolore, negazione di sè, violenza, rifiuto. Pare che non vi sia limite al peggio nella fragile esistenza di Maya. Soltanto una altrettanto forte spinta di amore riuscirà a farla emergere e a fornirle le armi per combattere quel subdolo nemico che si annida nel suo cuore. Bellissime descrizioni, trama avvincente e scritta in modo magistrale, come sempre dalla Allende. Letto d'un fiato.