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sabato 15 agosto 2015



UNA TRIADE DI GIALLI ITALIANI
Giuliano Pasini
VENTI CORPI NELLA NEVE
IO SONO LO STRANIERO
IL FIUME TI PORTA VIA
Trovo per caso questo autore recensito  su Tuttolibri della Stampa. Premesso che raramente condivido le recensioni dell'inserto settimanale, solitamente  riservate ad intellettuali un po' snob, a mio parere, ma ho voluto concedere una chance a quest'ultima, piuttosto accattivante. Infatti ho avuto ragione, perchè ho incontrato un nuovo Autore con la A maiuscola, veramente capace e bravo sia nel descrivere che nel narrare. Le sue trame sono abilmente tessute su problematiche storiche o sociali, dalla Resistenza all'immigrazione, alle alluvioni catastrofiche che tormentano il nostro paese. Il protagonista principale ha un suo fascino, che vagamente richiama al Ricciardi di De Giovanni per via della sua "capacità" di leggere gli eventi oltre la realtà. Mentre il primo (vedansi recensioni precedenti) sa ascoltare le ultime parole dei morti, il Commissario Serra di Pasini si abbandona ad un delirio, detto "la danza" che gli consente di vedere ciò che è accaduto nei luoghi ove si sono verificati omicidi, delitti, assassinii.
Entrambi i Commissari sono uomini tormentati e sofferenti, e fanno soffrire le persone che stanno loro accanto, tuttavia  emanano un fascino maledetto che fidelizza il lettore. I gialli di Pasini scorrono veloci su trame ben congegnate e avvincenti. I personaggi sono caratterizzati con maestria e la prosa è ineccepibile. Una serie degna di proseguio e, chissà, di una trasposizione televisiva o cinematografica. Una lettura consigliata agli amanti dei gialli italiani e della bella scrittura.

mercoledì 22 luglio 2015

Una ventata di fresco!

LA VITA NON E' UN FILM  di Chiara Moscardelli

Davvero divertente questo romanzo di Chiara Moscardelli, a metà tra il diario e il thriller nostrano, che ti prende e ti avvince facendosi leggere d'un fiato! Lo stile è fresco e moderno, a tratti veramente gustoso (ho fatto tante risate! Tanto che mio marito talvolta mi guardava allibito). 
La storia è realistica al massimo, i dialoghi pare di ascoltarli dal vicino di tavolo al ristorante o dal collega di lavoro. La trama è ben architettata, riesce a carpirti il giusto. 
Chiara (la protagonista è la stessa scrittrice) vive le sue giornate condite dalla giusta dose di "paranoie" esistenziali, complessi e manie. Insoddisfatta di sè (come la maggior parte di noi donne) è convinta che non vivrà mai all'altezza dei suoi sogni, ricamati sulle trame dei vari film romantici che guarda e riguarda, fino a conoscerli a memoria. Invece...l'incontro con un commissario di polizia, Patrick Garrano, bello e scostante il giusto da farla innamorare, sconvolgerà la sua routine fino a farla precipitare in un vero e proprio "giallo". 
Bello, davvero una ventata d'aria fresca in questa torrida estate cittadina!

mercoledì 15 luglio 2015

VILLA TRE PINI di Marco Polillo


L'ambientazione è di quelle che piacciono a me, una bella grande villa sulle pendici del Lago Maggiore, nella quale si ritrova un gruppo di amici e conoscenti legato da diversi rapporti, in un fine anno destinato a trasformare le vite di ognuno. Maria Carla Severi, moglie di un editore, invita alcuni amici suoi e soci e conoscenti del marito a trascorrere il capodanno nella villa di famiglia.Tra di essi ritroviamo Serena e, soprattutto, Enea Zottìa, il tenebroso vice commissario che già conoscemmo in altri riusciti gialli di Polillo, con la loro travagliata storia di amore e di malintesi che lascia sempre un retrogusto amaro o quantomeno malinconico. La storia si dipana con una certa lentezza, quasi debba assecondare i ritmi pacati del lungolago, e consente all'autore di tracciare con dovizia di particolari i ritratti dei diversi personaggi che fanno da sfondo alla storia o che ne divengono, loro malgrado, protagonisti. Uno di essi (ma devono trascorrere oltre 100 pagine perchè accada qualcosa) muore improvvisamene, ma, pare, di morte naturale; un altro invece viene poco dopo rinvenuto cadavere, stavolta brutalmente ammazzato. La presenza di Zottìa, per quanto estemporanea nel gruppo snob di villeggianti, e parecchio "fuor d'acqua" per quasi tutta la durata della vicenda, diviene dunque centrale, perchè, da buon investigatore, riesce a far luce tra i vari segreti, vicini e lontani, che legano i vari ospiti. Bello, non entusiasmante, ma molto gradevole per le atmosfere eleganti e rilassate che suggerisce; una piacevole lettura estiva, nonostante evochi inverno e nevicate decisamente fuori tempo.

giovedì 2 luglio 2015

IL SEGRETO DEGLI ANGELI

 di Camilla Lackberg

In successione abbastanza rapida rispetto al penultimo romanzo, la Lackberg pubblica con tempismo ideale (inizio estate, vacanze, tempo di letture) il suo ottavo giallo. Ritroviamo Erika, Patrick e la loro simpatica famiglia, cognati, suocera, bambini, tutti a far parte di un ambiente sempre piacevole a leggersi, e a far da sfondo alle consuete indagini canoniche di lui ed "estemporanee" di lei. Sull'isoletta di Vado, poco distante da Fjällbacka, torna a vivere la giovane Ebba con il marito, reduce da una tragedia familiare che ha lasciato entrambi prostrati e attoniti. Contemporaneamente iniziano a verificarsi fatti preoccupanti, ai loro danni, che allertano la polizia locale. Viene così alla luce una vecchia storia riguardante l'isola e la Colonia che vi si trovava negli anni '70, e della quale già aveva fatto parte Ebba: tutta la sua famiglia era stata sterminata ed era scomparsa, ad opera di sconosciuti. Un vero mistero, che naturalmente intriga la curiosa Erika, pronta a scriverci un nuovo libro, ma che non pare del tutto concluso, in quanto continuano a verificarsi episodi sconcertanti. Parallelamente scorrono ritratti di vari personaggi, legati alla storia da antichi retaggi. Soltanto alla fine si scopriranno i legami, i collegamenti che condurranno alla soluzione del "giallo". 
Bello, ben scritto, con la solita prosa molto attuale e scorrevole della Lackberg, che fa sì che il libro possa essere divorato in un paio di giorni, nonostante le quasi 500 pagine. 
Inoltre è bello continuare a seguire la storia parallela della famiglia di Erika e Patrick, sempre positiva nonostante le difficoltà, le piccole e grandi tragedie che l'attraversano. 
E che rende quasi "Lackberg-dipendenti"!

mercoledì 18 marzo 2015

 DAL COMMISSARIO... AL VICEQUESTORE...

PISTA NERA
LA COSTOLA DI ADAMO
NON E' STAGIONE
di Antonio Manzini

 Di decennio in decennio, di questura in questura mi sono ritrovata ad Aosta,  al seguito del vicequestore Rocco Schiavone, nato dalla penna di Antonio Manzini. Un altro personaggio affascinante nella sua ruvidezza, che ti trasporta tra le sue indagini con la delicatezza di un orso marsicano, il savoir faire di uno zotico, ma che tuttavia ti diverte, ti circuisce, si fa seguire con passione.
In ogni indagine Schiavone parte con malavoglia e fastidio, considerando il "caso sul groppone" il massimo livello di rottura di scatole. Dal primo spinello del mattino alle eterne notti insonni di uomo frustrato e incattivito dalle intemperanze della vita e dalla solitudine voluta e cercata, i casi si dipanano con estro notevole, in una prosa ineccepibile e ti conducono al finale appagante e soddisfacente che meritano. Non mancano le risate: anche i comprimari, infatti,  sono ben caratterizzati e divertenti (da Pierron a D'Intino e Deruta, vere "macchiette"). 
Una bella scoperta anche questo Schiavone, che val la pena conoscere per piacevoli letture sotto il piumone in questo prolungamento di inverno che appanna ogni domenica.

martedì 17 febbraio 2015

... E QUANDO UNA SI INNAMORA DEL COMMISSARIO....

a proposito della serie "Il Commissario Ricciardi" di Maurizio De Giovanni

 Parti con un tentativo, un approccio scettico nei confronti di un tipo che ti pare paranoico e frustrato, preso da mille paturnie e dall'ossessione nei confronti dell'amore tanto da sembrarti quasi antipatico. Poi ne conosci gli amici, i comprimari, tra cui il Brigadiere Maione, che invece da subito si rende adorabile nella sua mole e nel suo accento partenopeo (stupendo!), il dottor Modo, dalla battuta formidabile, e Bambinella , 'o femminiello, un travestito irresistibile. Infine ti immergi nella prosa sapiente che ti conduce per mano in una Napoli anni '30 che ti pare di toccare, odorare, gustare ad ogni vicolo, e in una serie di delitti violenti da risolvere con arguzia e con quel tocco in più che solo Lui riesce a dare, solo Ricciardi.
Il suo fascino ti avvince chiano chiano e vorresti essere lì anche tu per vederlo girare nei meandri napoletani con le mani in tasca e i capelli al vento, studiarne lo sguardo malinconico e profondo, gli occhi verdi come il ghiaccio, la maledizione sovrastante di vedere i morti e sentirne l'ultimo pensiero.
Ogni libro è un giallo magistralmente condotto, con la giusta dose di suspense e di sorpresa, e parimenti un addentrarsi nella conoscenza dei personaggi, cui ti affezioni via via. E poi Enrica, Livia, le donne del Commissario che vorrebbero amarlo e da cui non riescono a ricevere che delusione e rimpianto, in un alternarsi di avvicinamenti e allontanamenti che tuttavia non sfibrano, anzi avvincono ancor di più.
Una serie di libri da consigliare assolutamente agli amanti del giallo dalla prosa curata e sapiente, a tratti addirittura poetico, che non stanca mai e, piano piano... ti innamora.




lunedì 10 novembre 2014

RICCIARDI VS ARRIGONI:       1 -1

Da amante del giallo italiano quale sono, ho incontrato diversi personaggi, commissari, ispettori, vice ispettori nel mio percorso.
 Ultimo: Ricciardi, creatura di Maurizio De Giovanni, affascinante commissario in una Napoli fascista, personaggio cupo, malinconico, introverso e misterioso. Affascinante perchè, nella sua cupezza, ti prende, ti conduce per mano nel proprio sordo dolore, che lo scava, lo avvilisce, lo nobilita insieme. Un uomo scomodo, scostante e urticante, ma profondamente attraente, Infatti, pur amato in silenzio da più donne, non riesce ad uscire dalla propria solitudine e vi si rigira, compiaciuto della propria malinconia, con unica concessione all'anziana "tata" cui permette di accudirlo. Un uomo dal segreto dono di vedere i morti, nel loro ultimo attimo di dipartita dalla vita, e grazie ai quali intuisce le soluzioni - ancorchè talvolta prendendone abbagli - di delitti e tragedie.
L'opposto di Arrigoni, milanese degli anni '50, nato dalla penna di Dario Crapanzano, personaggio bonario, sereno, amato e stimato, con una solida famiglia e un contorno di colleghi in perenne adorazione delle sue intuizioni, prettamente concrete e sagaci. Il primo vive in una Napoli ventosa e frustata da veti e divieti di epoca mussoliniana, il secondo in una Milano in pieno dopoguerra, in volonterosa espansione, in ottimistico boom.
Mi è piaciuto tuttavia accostarli in un giudizio globalmente molto positivo, perchè entrambi gli autori riescono a condurti nelle loro indagini con grande maestria e tenendoti in sospeso fino al termine, e ti pare quasi di conoscerli, alla fine, ammirandoli e, perfino, quasi amandoli nei loro difetti e nelle loro debolezze. Due bei personaggi, che merita conoscere a fondo nei diversi libri cui appartengono.

venerdì 24 ottobre 2014

FANTASMI DEL PASSATO 
di Mario Vichi

Un giallo italiano un po' noioso e prolisso, che tuttavia delinea bene i personaggi e snoda una storia ben articolata, dove l'intrigo si coniuga con l'analisi dei caratteri e dei rapporti interpersonali.
Il Commissario Bordelli si trova ad affrontare l'omicidio di un uomo facoltoso e affascinante, che pare attorniato di parenti ed amici, apparentemente amato da tutti, senza misteri nè nemici. In una Firenze a pochi mesi dalla tragica alluvione del 1967, ben dettagliata e descritta, si susseguono interrogatori e chiacchierate, indagini e analisi. 
Nessun colpo di scena (a parte il finale, anche se piuttosto scontato), moltissime digressioni in racconti estemporanei dei vari personaggi, rimembranze del passato e malinconie varie.
Un racconto quasi esclusivamente maschile, qua e là addolcito dalla momentanea presenza di donne per lo più di "malaffare", peraltro belle e positive, che si appesantisce per i troppi ricordi, flash back, che spaziano dalla guerra in Africa alle stragi naziste, fino a scavare nei servizi segreti e nelle vicende dell'infanzia personale. Bello e struggente il rapporto con la madre, che prosegue al di là della morte in dialoghi e sensazioni vibranti.