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domenica 1 maggio 2016

LA RAGAZZA DI ORCHARD STREET 
di Susan Jane Gilman


Malka è una bambina russa che emigra con la famiglia (una terribile famiglia nella quale l'affetto e il calore sono sostituiti dal rancore e dall'acredine) in America, carica di sogni e di speranze. Presto il padre fa perdere le proprie tracce, travolgendo ciò che resta della famiglia in una spirale di miseria. A seguito di un terribile incidente nelle strade del Lower East Side, Malka rimane storpia, ma viene adottata dal suo investitore, un ambulante fabbricante di gelati, fatto che segnerà l'inizio della sua vera vita americana. I Dinello, italoamericani, che la ribattezzeranno Lillian, le faranno conoscere, seppure di sghimbescio, il calore di una famiglia vera e la inizieranno a conoscere ciò che, nel tempo, segnerà il suo destino: il gelato. Imparerà un lavoro, incontrerà l'amore, conoscerà la fortuna, la iella, la ricchezza e il fallimento, l'amicizia, lo sfruttamento, l'avidità, delusioni e frustrazioni a iosa. E il suo passato tornerà sempre a segnarla, infastidirla, provocarla.
La storia di Malka/Lillian attraversa tutto il 900, in un affresco di colori, gusti e sensazioni impagabili. Lascia un retrogusto lievemente amaro, come un gelato al limone.

lunedì 16 novembre 2015

L'AMANTE GIAPPONESE
 di Isabel Allende

A metà tra il feutillon e l'ironia, la Allende traccia un dolcissimo affresco sul momento della vita più fragile ma anche più  pregno: la vecchiaia. L'esistenza ormai verso il declino di una bella donna, Alma Belasco,  descritta e raccontata con grande maestria, racchiude un'infinità di ricordi e nostalgia, ma pare nascondere ancora desideri e speranze. Si parte dalla Polonia sconvolta dai rastrellamenti nazisti nel ghetto ebraico, per evitare i quali Alma, bambina,  viene separata dai genitori, fino a raggiungere un'agognata libertà negli Stati Uniti, presso i ricchissimi zii californiani. Qui la vita di Alma trascorrerà negli agi e nell'affetto, tuttavia sempre velata di malinconia. Alma non si farà mancare nulla: divenuta una donna dal forte carattere e dall'indiscutibile personalità, raggiungerà la fama e coronerà molti desideri, amata incondizionatamente dal cugino Nathaniel, che sposerà, pur riversando altrove la vera passione amorosa. Passione che riserverà, infatti, al giovane Ichi, figlio del giardiniere giapponese di casa Belasco, e che alimenterà per tutta la vita.
La scrittura della Allende è piacevole: scorrevole, vivace, sagace. Spazia dai drammi novecenteschi legati alla guerra mondiale sino agli attuali dell'Aids e della pedopornografia, dal mondo omosessuale all'eutanasia... sempre in modo delicato e magistralmente condotto, con quel tocco di delicatezza nell'affrontare il tramonto della vita che lascia un senso di dolce malinconia.

mercoledì 7 ottobre 2015



LA RAGAZZA DEL TRENO
di Paula Hawkins


Spinta dalla curiosità per il "caso letterario" di cui tanto si è parlato, ho iniziato con un po' di scetticismo questo romanzo, che solo dopo qualche capitolo vira nel "giallo". La protagonista è Rachel, una donna che dalla vita è stata piuttosto malmenata, alcolista recidiva, sola, il cui marito ormai è risposato e felicemente padre... insomma con una iella dietro l'altra. 
D'altra parte la frustrazione e il senso di inadeguatezza non fanno che peggiorare la sua situazione, conducendola in una spirale autodistruttiva che fa quasi innervosire. 
Rachel spia senza vera intenzione la vita di alcune famiglie che intravede dal treno, passando ogni giorno per recarsi a Londra, dove "aveva" il lavoro. Riesce a immaginare le loro vite felici, piene d'amore e di tenerezza, così distanti dalla sua, così vicine ai suoi desideri, ne immagina persino i nomi, le professioni, i sogni. Un giorno, però, qualcosa turba l'idilliaca icona che se n'era fatta. Qualcosa non va, i conti non tornano più. Decide di entrare in prima persona nel "quadro" per capirne di più, ed ha così inizio una spirale di colpi di scena che tengono il fiato sospeso al lettore, e lo conducono ad un ritmo di lettura compulsivo, fino al finale, bello, soddisfacente, adeguato alle attese.
Un bel libro, certamente favorito dal martellamento pubblicitario che ne vuole fare un capolavoro. Forse non raggiunge questo livello, ma vale la pena leggerlo, per chi ama il genere.

sabato 15 agosto 2015



UNA TRIADE DI GIALLI ITALIANI
Giuliano Pasini
VENTI CORPI NELLA NEVE
IO SONO LO STRANIERO
IL FIUME TI PORTA VIA
Trovo per caso questo autore recensito  su Tuttolibri della Stampa. Premesso che raramente condivido le recensioni dell'inserto settimanale, solitamente  riservate ad intellettuali un po' snob, a mio parere, ma ho voluto concedere una chance a quest'ultima, piuttosto accattivante. Infatti ho avuto ragione, perchè ho incontrato un nuovo Autore con la A maiuscola, veramente capace e bravo sia nel descrivere che nel narrare. Le sue trame sono abilmente tessute su problematiche storiche o sociali, dalla Resistenza all'immigrazione, alle alluvioni catastrofiche che tormentano il nostro paese. Il protagonista principale ha un suo fascino, che vagamente richiama al Ricciardi di De Giovanni per via della sua "capacità" di leggere gli eventi oltre la realtà. Mentre il primo (vedansi recensioni precedenti) sa ascoltare le ultime parole dei morti, il Commissario Serra di Pasini si abbandona ad un delirio, detto "la danza" che gli consente di vedere ciò che è accaduto nei luoghi ove si sono verificati omicidi, delitti, assassinii.
Entrambi i Commissari sono uomini tormentati e sofferenti, e fanno soffrire le persone che stanno loro accanto, tuttavia  emanano un fascino maledetto che fidelizza il lettore. I gialli di Pasini scorrono veloci su trame ben congegnate e avvincenti. I personaggi sono caratterizzati con maestria e la prosa è ineccepibile. Una serie degna di proseguio e, chissà, di una trasposizione televisiva o cinematografica. Una lettura consigliata agli amanti dei gialli italiani e della bella scrittura.

mercoledì 22 luglio 2015

Una ventata di fresco!

LA VITA NON E' UN FILM  di Chiara Moscardelli

Davvero divertente questo romanzo di Chiara Moscardelli, a metà tra il diario e il thriller nostrano, che ti prende e ti avvince facendosi leggere d'un fiato! Lo stile è fresco e moderno, a tratti veramente gustoso (ho fatto tante risate! Tanto che mio marito talvolta mi guardava allibito). 
La storia è realistica al massimo, i dialoghi pare di ascoltarli dal vicino di tavolo al ristorante o dal collega di lavoro. La trama è ben architettata, riesce a carpirti il giusto. 
Chiara (la protagonista è la stessa scrittrice) vive le sue giornate condite dalla giusta dose di "paranoie" esistenziali, complessi e manie. Insoddisfatta di sè (come la maggior parte di noi donne) è convinta che non vivrà mai all'altezza dei suoi sogni, ricamati sulle trame dei vari film romantici che guarda e riguarda, fino a conoscerli a memoria. Invece...l'incontro con un commissario di polizia, Patrick Garrano, bello e scostante il giusto da farla innamorare, sconvolgerà la sua routine fino a farla precipitare in un vero e proprio "giallo". 
Bello, davvero una ventata d'aria fresca in questa torrida estate cittadina!

mercoledì 15 luglio 2015

VILLA TRE PINI di Marco Polillo


L'ambientazione è di quelle che piacciono a me, una bella grande villa sulle pendici del Lago Maggiore, nella quale si ritrova un gruppo di amici e conoscenti legato da diversi rapporti, in un fine anno destinato a trasformare le vite di ognuno. Maria Carla Severi, moglie di un editore, invita alcuni amici suoi e soci e conoscenti del marito a trascorrere il capodanno nella villa di famiglia.Tra di essi ritroviamo Serena e, soprattutto, Enea Zottìa, il tenebroso vice commissario che già conoscemmo in altri riusciti gialli di Polillo, con la loro travagliata storia di amore e di malintesi che lascia sempre un retrogusto amaro o quantomeno malinconico. La storia si dipana con una certa lentezza, quasi debba assecondare i ritmi pacati del lungolago, e consente all'autore di tracciare con dovizia di particolari i ritratti dei diversi personaggi che fanno da sfondo alla storia o che ne divengono, loro malgrado, protagonisti. Uno di essi (ma devono trascorrere oltre 100 pagine perchè accada qualcosa) muore improvvisamene, ma, pare, di morte naturale; un altro invece viene poco dopo rinvenuto cadavere, stavolta brutalmente ammazzato. La presenza di Zottìa, per quanto estemporanea nel gruppo snob di villeggianti, e parecchio "fuor d'acqua" per quasi tutta la durata della vicenda, diviene dunque centrale, perchè, da buon investigatore, riesce a far luce tra i vari segreti, vicini e lontani, che legano i vari ospiti. Bello, non entusiasmante, ma molto gradevole per le atmosfere eleganti e rilassate che suggerisce; una piacevole lettura estiva, nonostante evochi inverno e nevicate decisamente fuori tempo.

giovedì 2 luglio 2015

IL SEGRETO DEGLI ANGELI

 di Camilla Lackberg

In successione abbastanza rapida rispetto al penultimo romanzo, la Lackberg pubblica con tempismo ideale (inizio estate, vacanze, tempo di letture) il suo ottavo giallo. Ritroviamo Erika, Patrick e la loro simpatica famiglia, cognati, suocera, bambini, tutti a far parte di un ambiente sempre piacevole a leggersi, e a far da sfondo alle consuete indagini canoniche di lui ed "estemporanee" di lei. Sull'isoletta di Vado, poco distante da Fjällbacka, torna a vivere la giovane Ebba con il marito, reduce da una tragedia familiare che ha lasciato entrambi prostrati e attoniti. Contemporaneamente iniziano a verificarsi fatti preoccupanti, ai loro danni, che allertano la polizia locale. Viene così alla luce una vecchia storia riguardante l'isola e la Colonia che vi si trovava negli anni '70, e della quale già aveva fatto parte Ebba: tutta la sua famiglia era stata sterminata ed era scomparsa, ad opera di sconosciuti. Un vero mistero, che naturalmente intriga la curiosa Erika, pronta a scriverci un nuovo libro, ma che non pare del tutto concluso, in quanto continuano a verificarsi episodi sconcertanti. Parallelamente scorrono ritratti di vari personaggi, legati alla storia da antichi retaggi. Soltanto alla fine si scopriranno i legami, i collegamenti che condurranno alla soluzione del "giallo". 
Bello, ben scritto, con la solita prosa molto attuale e scorrevole della Lackberg, che fa sì che il libro possa essere divorato in un paio di giorni, nonostante le quasi 500 pagine. 
Inoltre è bello continuare a seguire la storia parallela della famiglia di Erika e Patrick, sempre positiva nonostante le difficoltà, le piccole e grandi tragedie che l'attraversano. 
E che rende quasi "Lackberg-dipendenti"!

lunedì 4 maggio 2015

QUOTA 1222  di Anne Holt

Ritrovo Hanne Wilhelmsen, sagace ispettrice di polizia norvegese conosciuta in "Quale verità", paralizzata da un proiettile nella colonna vertebrale, lontana ormai dal distretto in cui operava con solerzia e intuito straordinari, su un treno che conduce a un remoto paese nordico, che deraglia rovinosamente durante una bufera di neve. Dopo un iniziale momento di panico i passeggeri vengono traslocati in un hotel, il Finse 1222 (la quota di altitudine del paese in cui si trova) e qui iniziano a fare la reciproca conoscenza. Poco dopo viene ucciso un sacerdote e, il giorno seguente, un altro. I personaggi che si incontrano sono tutti di un'antipatia eccezionale, a partire da Hanne, ruvida come carta vetrata, urticante e scostante con chiunque le si ponga di fronte. Tranne, forse, con chi è ancor più odioso di lei, come il giovane disadattato sociale Adrian, che da subito le ispira, se non tenerezza, un certo interesse pseudomaterno. La trama scorre piuttosto lenta e pesante come i cumuli nevosi che sommergono l'hotel e i suoi malumori, i colpi di scena sono lievi e prevedibili. Il finale è discreto. Un romanzo che risulta al di sotto delle aspettative, e che viene voglia di terminare in fretta poiché non convince mai a sufficienza. Anche la supponenza e l'atteggiamento aggressivo della protagonista la rendono poco attraente e non ispirano l'empatia che dovrebbe sempre subentrare durante la lettura di un bel libro. Al confronto Olive Kitteridge era un bijou!

sabato 21 marzo 2015

Un piccolo assaggio di felicità

LA FELICITA' DELLE PICCOLE COSE 

di Caroline Vermalle

Sì, devo ammetterlo, sono una fan di Nicolas Barreau e questo libro, da subito, mi aveva incuriosita per la somiglianza cromatica e iconica della copertina. 
In effetti, sulla scia di Barreau, Caroline Vermalle riesce a creare un piacevolissimo affresco parigino, in una Parigi innevata e particolarmente affascinante, con la giusta dose di attesa, lieve intrigo, da leggere d'un fiato. 
Niente di particolarmente approfondito, ma uno di quei libri che, al termine, ti lasciano con il sorriso, la premessa di sogni d'oro, una dolce leggerezza nel cuore. 
In fondo... perchè sempre rigirarsi nei dolori altrui, crogiolarsi in trame oscure e drammatiche: ogni tanto ci vuole un tuffo nel sogno e nella levità dei sentimenti. 
Che, peraltro, tanto lievi non sono. 
Frédéric Solis è un uomo d'affari cui pare non mancare nulla: ricco, affermato avvocato, famoso, bello. Un po' solo, forse, ma appagato dall'amore per l'arte, quella con la A maiuscola (Monet, Sisley, per intenderci) che riesce persino a collezionare. Lentamente si scopre che la sua vita in realtà non è così rosea come appare, che la solitudine corrode il suo animo, e che la passione per i quadri d'autore l'hanno condotto quasi sul lastrico. Proprio nei giorni in cui sta rendendosi conto della sua situazione tutt'altro che serena, egli riceve una misteriosa eredità, da un perfetto sconosciuto, che lo guida in una serie di brevi viaggi nei dintorni di Parigi, alla ricerca di un quadro misterioso.  La ricerca diventerà un viaggio introspettivo e, parimenti, nel lontano passato, segnato dalla scomparsa traumatica del padre quando ancora era bambino. 
 Un simpatico gruppo di comprimari (la segretaria Petronille, e molti personaggi curiosi che incontra via via) lo guideranno alla ricerca della felicità, quella vera, che si può incontrare nelle piccole cose, ma che possono diventare grandissime, se le si sa guardare e apprezzare nel profondo.
Un bel libro, da consigliare a chi è un po' giù, un po' stanco, demotivato e disincantato. 
E' bello, a volte, lasciarsi trasportare da un piccolo viaggio (chi non fuggirebbe, talvolta, da tutto e da se stesso?) inatteso e sorprendente.

domenica 30 novembre 2014

I RAGAZZI BURGESS 
 di Elizabeth Strout


A cinque anni da Olive Kitteridge riecco la Strout con un altro ottimo romanzo: da quel Premio Pulitzer che mi aveva avvinta, inquietata e commossa, ad una nuova storia familiare dalle mille sfaccettature. Tre personaggi, i fratelli Burgess, che non possono non affascinarti, nella loro urticante distanza dalla perfezione, sia nei rapporti interpersonali che nello scorrere delle distinte vite. Il maggiore, Jim, idolatrato dagli altri due, gemelli, per la sua arrogante avvenenza, la grande capacità di gestire ogni situazione, i brillanti successi personali, pare essere sempre in grado di fare il gesto giusto, se si esclude lo sgarbo con cui si approccia ad essi. Ogni sua parola è un insulto, un dispregio sbattuto in faccia, eppure lo amano. Susan, fallita moglie e sorella incapace di accogliere neppure con un piatto caldo o una temperatura decente delle stanze di casa, si affligge per il proprio figlio Zach, altrettanto disadattato e triste. Bob, che tra tutti pare la figura meno negativa, omone malinconico e solo, abbandonato dalla moglie, senza figli, senza amici, senza passatempi soddisfacenti, pare sopportare tutto sulle ampie spalle: l'indifferenza della gemella, il disprezzo del fratello, l'abbandono della moglie, l'apatia del nipote. Un drammatico evento scuote la vita nel Maine, a Shirley Falls: Zach compie un atto di razzismo nei confronti della comunità somala immigrata. La vita di sua madre e dell'intero paese viene sconvolta; occorre richiamare a casa gli zii, da tempo trasferiti a New York. E riportare a galla dissapori, incomprensioni, antiche tragedie e lontani dolori in un susseguirsi di ricordi e di ritorni al presente, sempre carico di domande e di dubbi. Elizabeth Strout non delude, ma come sempre affascina, prende e rapisce, vorresti che la storia continuasse ancora perchè, alla fine, ami quei personaggi così "sbagliati" come se facessero parte del tuo quotidiano. Prosa ineccepibile, particolari deliziosi, descrizioni perfette. Ottimo.

lunedì 10 novembre 2014

RICCIARDI VS ARRIGONI:       1 -1

Da amante del giallo italiano quale sono, ho incontrato diversi personaggi, commissari, ispettori, vice ispettori nel mio percorso.
 Ultimo: Ricciardi, creatura di Maurizio De Giovanni, affascinante commissario in una Napoli fascista, personaggio cupo, malinconico, introverso e misterioso. Affascinante perchè, nella sua cupezza, ti prende, ti conduce per mano nel proprio sordo dolore, che lo scava, lo avvilisce, lo nobilita insieme. Un uomo scomodo, scostante e urticante, ma profondamente attraente, Infatti, pur amato in silenzio da più donne, non riesce ad uscire dalla propria solitudine e vi si rigira, compiaciuto della propria malinconia, con unica concessione all'anziana "tata" cui permette di accudirlo. Un uomo dal segreto dono di vedere i morti, nel loro ultimo attimo di dipartita dalla vita, e grazie ai quali intuisce le soluzioni - ancorchè talvolta prendendone abbagli - di delitti e tragedie.
L'opposto di Arrigoni, milanese degli anni '50, nato dalla penna di Dario Crapanzano, personaggio bonario, sereno, amato e stimato, con una solida famiglia e un contorno di colleghi in perenne adorazione delle sue intuizioni, prettamente concrete e sagaci. Il primo vive in una Napoli ventosa e frustata da veti e divieti di epoca mussoliniana, il secondo in una Milano in pieno dopoguerra, in volonterosa espansione, in ottimistico boom.
Mi è piaciuto tuttavia accostarli in un giudizio globalmente molto positivo, perchè entrambi gli autori riescono a condurti nelle loro indagini con grande maestria e tenendoti in sospeso fino al termine, e ti pare quasi di conoscerli, alla fine, ammirandoli e, perfino, quasi amandoli nei loro difetti e nelle loro debolezze. Due bei personaggi, che merita conoscere a fondo nei diversi libri cui appartengono.

martedì 7 ottobre 2014

QUALE VERITA'   di Anne HOLT


Bello, molto ben scritto, questo giallo scandinavo si differenzia dagli altri per un'analisi più approfondita dei personaggi e delle situazioni. Della protagonista, Hanne Wilhelmsen, veniamo a conoscere i segreti più reconditi e le angosce che fin da bambina hanno ostacolato la  vita familiare e di relazione. E che ne hanno fatto una donna, un'ispettrice di polizia, dalle mille sfaccettature e dall'intelligenza acuta e vibrante. Soltanto la sua intuizione, la sua grande capacità di sondare l'animo umano e di non fermarsi alle apparenze, consentono il dipanarsi di questo giallo misterioso e apparentemente insolubile. Una sera d'inverno, prossimo il Natale, vengono uccise quattro persone in un lussuoso appartamento di Oslo. Tre di esse appartengono ad una ricca e potente famiglia di armatori; la quarta è sconosciuta e del tutto slegata dal contesto. Che cosa la legava agli altri personaggi? Questo il nodo attorno al quale Hanne si rigira, fino alla soluzione finale, bella e inattesa. Un bel libro, abbastanza impegnativo se non si vuol perderne descrizioni e analisi, avvincente e appagante.

martedì 22 luglio 2014

LA SIRENA di Camilla Lackberg

Lievemente prevedibile, in alcune parti un po' superficiale, tuttavia questo romanzo della Lackberg si legge molto volentieri, con piacevoli descrizioni, molti dialoghi a tratti divertenti, una buona analisi dei personaggi e delle loro psicologie. Erica e Patrick sono proprio una bella coppia, attorniata da molti amici e simpatici parenti. Ti pare quasi di conoscerli, arrivando a questo sesto libro della serie. Qui si incontra Christian, romanziere esordiente, fin dall'inizio evidentemente paranoico, e un gruppo di persone che lo circonda, e che si ritrova vittima di un unico anonimo persecutore. Lettere minatorie vengono recapitate a lui ed a due suoi amici; un terzo viene ritrovato ucciso. Parallelamente si inizia a conoscere l'angosciante storia di un bambino, orfano, adottato da una famiglia snaturata, vittima di ogni sopruso affettivo immaginabile.Con lo scorrere della storia, nella quale Patrick ed Erica conducono a modo loro le indagini, aiutandosi a vicenda e supportandosi in ogni istante, si verificano altri tragici fatti, legati da un misterioso fil rouge che però pare inestricabile. Bello il finale dal punto di vista "poliziesco", ma angosciante l'ultima pagina del libro. Che obbliga assolutamente a leggere il prosieguo, anche se ottobre (data dell'uscita in Italia del settimo libro della serie), a questo punto, appare troppo lontano!!

lunedì 7 luglio 2014

una vera scoperta!!

LE POVERE SIGNORE GALLARDO
di Mario Paternostro
 

Bellissimo, scritto divinamente, per i miei gusti.
Paternostro ti porta nella Genova più vera, ti fa passeggiare tra i vicoli e visitare chiese e piazzette, ti pare di farne parte, seguendo una trama avvincente e multiforme, che ti conduce in diversi spazi temporali, dagli inizi del 900, alle lotte partigiane dell'ultima guerra, ai giorni nostri passando per gli anni '50. I personaggi sono caratterizzati benissimo, tutti dai nomi altisonanti se non divertenti, dopo qualche pagina ti sembra di conoscerli e ti viene voglia di andare con loro a cenare nella trattoria tra i carruggi. Davvero una rivelazione questo autore, che riesce a fondere il giallo con la narrazione più piacevole. Il commissario Falsopepe indaga su un delitto avvenuto cinquant'anni prima ma che ancora ha conseguenze nella Genova odierna, e che affonda le radici nel '45 e ancor prima nel 1911, quando una bambina spalancava gli occhi sull'avventura e sul desiderio di essere qualcuno. Merita davvero.

mercoledì 19 febbraio 2014

 IL GIARDINO DEI SEGRETI di Kate Morton

Il romanzo di Kate Morton si snoda su tre archi temporali: primi del '900, 1975 e 2005, nei quali scorrono parallelamente due protagoniste, cui fanno da contorno una miriade di altri personaggi, in un continuo "flash back and forward" che, specie all'inizio, confonde un po' le idee. Presto tuttavia la vicenda prende un ritmo incalzante e, nonostante le quasi 600 pagine, riesce a tenere viva la curiosità fino alla fine. Cassandra, una giovane infelice per un tragico incidente che le ha distrutto la famiglia, si trova, al funerale della nonna, a dover dipanare un segreto che ella le aveva tenuto nascosto e che ora chiede prepotentemente di essere svelato. Nell, la nonna, era stata abbandonata, bambina, all'arrivo di una nave, proveniente dall'Inghilterra, in Australia, dove era poi stata adottata ed amata da un'ottima famiglia. Alla scoperta delle proprie oscure origini, aveva tentato, alla morte dei genitori adottivi, di conoscere la sua vera identità affrontando un viaggio fino alla sua Patria, ma non era riuscita a venirne a capo in modo completo. Tocca ora a Cassandra portare a termine quel desiderio della nonna. A sua volta dunque Cassandra affronta il viaggio che la conduce in Cornovaglia, luogo in cui troverà anche una soluzione alla propria malinconica esistenza.
Bello, bello, avvincente anche se richiederebbe una lettura continuativa per evitare di perdersi nei meandri dei luoghi e dei personaggi. Tuttavia vale la pena rileggere le pagine per ri-orientarsi nella trama, poichè il finale è appagante.

giovedì 6 febbraio 2014

UNA SERA A PARIGI  di  Nicolas Barreau

Alain Bonnard è il proprietario (affascinante, a quanto pare) di un delizioso Cinema d'essay di Parigi, nel quale proietta soltanto film d'autore, raffinate pellicole d'epoca in cicli tematici. Una altrettanto dolce ragazza frequenta con regolarità la piccola sala, fino a suscitare la sua curiosità, che in breve tempo si trasforma in innamoramento. Quando Alain riesce a conoscere Melanie, è amore al primo incontro, dolcissimo, stupefatto, platonico se si escludono meravigliosi baci sotto casa. Ma subito dopo Melanie scompare, lasciando Alain nel più profondo sconforto e nello spasmodico desiderio di ritrovarla. Parigi è sempre bellissima, descritta in modo affascinante, sembra di viverla in ogni pagina, di odorare i profumi di caffè e sigarette nei locali di Monmartre, inseguire i Bateau Mouche sotto il Pont Alexandre III, respirare le ventate capricciose al Trocadero, mentre la vicenda si dipana tra amici simpatici e dive del cinema, registi estrosi e divertenti vecchietti che frequentano gli ambienti di Alain... Come già in altri libri ambientati nella Ville Lumiere mi ci sono immersa con nostalgia e piacere, e la lettura è scorsa veloce e avvincente, giungendo a un finale estremamente soddisfacente! Un romanzo semplice, molto chic, très romantique...

venerdì 31 gennaio 2014

L'OMBRA DEL SILENZIO di Kate Morton

540 pagine divorate!!
Un bel, classico romanzone, intrecciato e articolato, con tantissimi personaggi affascinanti e una trama avvincente e che sa tenere incollati fino all'ultima pagina... una bella soddisfazione per una lettrice-quasi-divoratrice come me. Certo senza pretese di alta letteratura o di una prosa particolarmente intellettuale, ma alla ricerca di svago e del semplice piacere di leggere.
Dorothy è in fin di vita, di una lunga vita trascorsa con la sua bella famiglia: quattro figlie e un figlio, un marito pressochè perfetto, una casa in campagna, torte di compleanno, feste in riva al fiume e chi più ne ha più ne metta. Ma con un segreto terribile, inconfessabile: un assassinio, in anni lontani, cui assistette Laurel, la figlioletta maggiore, e che mai venne scoperto per ciò che realmente nascondeva. Ora tocca proprio a Laurel dipanare il bandolo della matassa di una lunga vita piena di misteri e di segreti, che neppure il tempo ha saputo celare del tutto. La vita della madre, prima di essere sua madre, era quella di una splendida ragazza dai mille sogni, legata a tante altre vite e a infinite storie. La trama è impegnativa, per i numerosi risvolti che propone ad ogni nuova scoperta, ma si scioglie in un finale esplicativo assai soddisfacente. Consigliato alle più romantiche e sognatrici, senza dubbio.

martedì 28 gennaio 2014

L'ALBA DEL MONDO di Rhidian Brook

 In un'Amburgo devastata dalla guerra e dalla distruzione, Lewis Morgan, colonnello inglese incaricato della gestione del territorio da parte degli Alleati, si trova a dover coabitare con Stephan Lubert, architetto tedesco, e Frida, sua figlia, nella splendida dimora di quest'ultimo, con la moglie Rachel e il figlioletto Edmund. Ognuno di loro, profondamente segnato dalla sofferenza e dalla morte, incontra non poche difficoltà di comunicazione, chiuso nel proprio dolore e in un sordo rancore che impedisce al desiderio di rinascere di emergere. Sarà lungo il percorso di crescita, che porterà i bambini a scontrarsi duramente con il dolore altrui per misurare il proprio, e gli adulti a cercare risposte in un sogno di evasione e in una passione irrealizzabile. Il romanzo è bellissimo, avvince e stringe il cuore in una morsa di tristezza e di notte, necessaria per poter assaporare la bellezza dell'alba, rapisce e fa riflettere sulla bruttezza della guerra e dell'odio, che possono essere vinti soltanto dall'amore. E soltanto l'amore, quello più autentico, riuscirà a portare tutti a una vera rinascita.

lunedì 7 ottobre 2013

LETTURE D'AUTUNNO

IL MONDO DI BELLE  di  Kathleen Grissom


Chi non ha amato la Mamie di "Via col Vento?" Ebbene, in questo romanzo di Kathleen Grissom vi si ritrovano molti personaggi simili, ben caratterizzati e altrettanto simpatici, pur in un contesto drammatico e spesso doloroso quale quello del periodo della schiavitù negli Stati Uniti del Sud. Belle è figlia naturale di una schiava e del padrone della piantagione, e vive insieme alla servitù da quando il "capitano" si è sposato e lei è stata allontanata dalla casa padronale. Viene considerata figlia adottiva di Mae, (la Mamie di cui si parlava prima) e con la nuova famiglia vive tutti i drammi di una gestione poco corretta del lavoro da parte di un personaggio negativo e crudele, il capo degli schiavi Ranskin. Le viene affidata anche una bambina bianca, Lavinia, che il capitano ha trasportato sulla sua nave dall'Inghilterra ed è rimasta orfana. Le vicende si alternano tra la parte relativa a Lavinia, che cresce e diventerà addirittura padrona, e quella di Belle, che subisce ogni angheria e sopruso senza riuscire a ricattarsi.
Un bel romanzo, lungo e articolato, che avvince e lascia soddisfatti nel finale.

lunedì 23 settembre 2013

ESTATE AGLI SGOCCIOLI... ULTIME LETTURE VELOCI

IL QUADERNO DI MAYA  - di Isabel Allende
Maya Vidal vive lontano dal mondo, in una sperduta isola cilena, con un anziano scrittore e un piccolo universo di amici. Perché?
La sua vita di ha subito ogni genere di sopruso: madre assente, padre sempre in volo, viene allevata da una coppia di nonni fantastici, che cerca di supplire con una valanga di amore gli affetti negati. Nonostante ciò la crisi adolescenziale, inevitabile dati i presupposti, la catapulta in una caparbia volontà di protesta, conducendola ad un abisso di dolore, negazione di sè, violenza, rifiuto. Pare che non vi sia limite al peggio nella fragile esistenza di Maya. Soltanto una altrettanto forte spinta di amore riuscirà a farla emergere e a fornirle le armi per combattere quel subdolo nemico che si annida nel suo cuore. Bellissime descrizioni, trama avvincente e scritta in modo magistrale, come sempre dalla Allende. Letto d'un fiato.