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lunedì 28 dicembre 2015

Che bello sognare!!

PARIGI E' SEMPRE UNA BUONA IDEA

di Nicolas Barreau


Come concludere l'anno con un sorriso stampato in faccia: leggendo l'ultimo libro di Barreau!
Iniziato con un pizzico di scetticismo...(sì, è vero, sono una romanticona, pronta a sdilinquirmi per la giusta storia d'amore e l'ambientazione appropriata... tuttavia temprata da buoni libri e poco disposta a transigere su linguaggio e prosa inadeguati) ho presto capitolato: la trama è fin da subito avvincente e terribilmente perfetta come trampolino "onirico" e prosegue con delicatezza e leggerezza tra le viuzze parigine e la prima periferia costellata di villini e giardini fioriti. I protagonisti sono, ovviamente, belli, ricchi e simpatici (e qui la natura ha fatto quel che ha potuto), con un lavoro affascinante (mentre tu ti barcameni per farti piacere il tuo, con gran fatica) e un ambiente di lavoro a dir poco stupendo, un negozietto di cartoline artistiche nel centro di Parigi; l'ambientazione è quella che sogni ogni giorno, trascinata nel tuo quotidiano stress cuneese:  una cittadina graziosa, per carità, ma nè paese avvolgente e rassicurante nè metropoli dalle mille suggestioni. E la storia è di quelle che rasserenano: la seconda chance, sempre dietro l'angolo per tutti, ma che a volte è così difficile scoprire.  
Un libro non per tutti: da evitare accuratamente dagli scettici, dai frustrati, dai cinici e da quelli con i piedi ben saldi per terra. Vorrei che fosse un augurio per tutti, comunque: riuscire, ogni tanto, a camminare qualche palmo sopra la realtà, per affrontare meglio il proprio presente e sperare che anche per noi, un giorno inaspettato, qualcosa giri per il verso giusto. 

giovedì 17 luglio 2014


 

 LA MARMELLATA DI RAMASSIN
(da "I GIORNI NASCOSTI", il mio secondo libro)

(...) Gisa sta snocciolando pazientemente manciate di opachi “Ramassìn” che occhieggiano grigioviolacei da una grossa cassetta e propagano il loro dolce profumo nella cucina, cadendo poi morbidamente nella capace casseruola di rame. Betta l’aiuta, munita di guanti di gomma, per non macchiarsi le mani, cosa che Gisa non teme (come fai con quei cosi a sentire il nocciolo che esce e scivola e la giusta consistenza della polpa carnosa, non troppo matura e non acerba, proprio non capisco...). Presto lo zucchero in adeguata proporzione si addentrerà nei meandri della pentola e verrà girato e rigirato sul fuoco fino a creare quella poesia di aroma che avvolgerà tutta la casa, nel rito della marmellata, che si ripete da una vita.(...)

(...) La cucina e tutto il pian terreno sono ancora impregnati dello zuccherino inconfondibile della marmellata; sulla credenza riposano, in file ordinate e composte, le albarelle, debitamente coperte da teli e trapuntini perchè non soffrano di deleteri colpi d’aria. Di tanto in tanto un “tac” provvidenziale annuncia che una di esse ha assorbito tutta l’aria in eccesso, ritraendo il coperchio in un sottovuoto ermetico. Ciò garantirà la perfetta conservazione per un anno intero, e lo sprigionamento dell’aroma delizioso alla prima apertura.(...)