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lunedì 4 maggio 2015

QUOTA 1222  di Anne Holt

Ritrovo Hanne Wilhelmsen, sagace ispettrice di polizia norvegese conosciuta in "Quale verità", paralizzata da un proiettile nella colonna vertebrale, lontana ormai dal distretto in cui operava con solerzia e intuito straordinari, su un treno che conduce a un remoto paese nordico, che deraglia rovinosamente durante una bufera di neve. Dopo un iniziale momento di panico i passeggeri vengono traslocati in un hotel, il Finse 1222 (la quota di altitudine del paese in cui si trova) e qui iniziano a fare la reciproca conoscenza. Poco dopo viene ucciso un sacerdote e, il giorno seguente, un altro. I personaggi che si incontrano sono tutti di un'antipatia eccezionale, a partire da Hanne, ruvida come carta vetrata, urticante e scostante con chiunque le si ponga di fronte. Tranne, forse, con chi è ancor più odioso di lei, come il giovane disadattato sociale Adrian, che da subito le ispira, se non tenerezza, un certo interesse pseudomaterno. La trama scorre piuttosto lenta e pesante come i cumuli nevosi che sommergono l'hotel e i suoi malumori, i colpi di scena sono lievi e prevedibili. Il finale è discreto. Un romanzo che risulta al di sotto delle aspettative, e che viene voglia di terminare in fretta poiché non convince mai a sufficienza. Anche la supponenza e l'atteggiamento aggressivo della protagonista la rendono poco attraente e non ispirano l'empatia che dovrebbe sempre subentrare durante la lettura di un bel libro. Al confronto Olive Kitteridge era un bijou!

sabato 21 marzo 2015

Un piccolo assaggio di felicità

LA FELICITA' DELLE PICCOLE COSE 

di Caroline Vermalle

Sì, devo ammetterlo, sono una fan di Nicolas Barreau e questo libro, da subito, mi aveva incuriosita per la somiglianza cromatica e iconica della copertina. 
In effetti, sulla scia di Barreau, Caroline Vermalle riesce a creare un piacevolissimo affresco parigino, in una Parigi innevata e particolarmente affascinante, con la giusta dose di attesa, lieve intrigo, da leggere d'un fiato. 
Niente di particolarmente approfondito, ma uno di quei libri che, al termine, ti lasciano con il sorriso, la premessa di sogni d'oro, una dolce leggerezza nel cuore. 
In fondo... perchè sempre rigirarsi nei dolori altrui, crogiolarsi in trame oscure e drammatiche: ogni tanto ci vuole un tuffo nel sogno e nella levità dei sentimenti. 
Che, peraltro, tanto lievi non sono. 
Frédéric Solis è un uomo d'affari cui pare non mancare nulla: ricco, affermato avvocato, famoso, bello. Un po' solo, forse, ma appagato dall'amore per l'arte, quella con la A maiuscola (Monet, Sisley, per intenderci) che riesce persino a collezionare. Lentamente si scopre che la sua vita in realtà non è così rosea come appare, che la solitudine corrode il suo animo, e che la passione per i quadri d'autore l'hanno condotto quasi sul lastrico. Proprio nei giorni in cui sta rendendosi conto della sua situazione tutt'altro che serena, egli riceve una misteriosa eredità, da un perfetto sconosciuto, che lo guida in una serie di brevi viaggi nei dintorni di Parigi, alla ricerca di un quadro misterioso.  La ricerca diventerà un viaggio introspettivo e, parimenti, nel lontano passato, segnato dalla scomparsa traumatica del padre quando ancora era bambino. 
 Un simpatico gruppo di comprimari (la segretaria Petronille, e molti personaggi curiosi che incontra via via) lo guideranno alla ricerca della felicità, quella vera, che si può incontrare nelle piccole cose, ma che possono diventare grandissime, se le si sa guardare e apprezzare nel profondo.
Un bel libro, da consigliare a chi è un po' giù, un po' stanco, demotivato e disincantato. 
E' bello, a volte, lasciarsi trasportare da un piccolo viaggio (chi non fuggirebbe, talvolta, da tutto e da se stesso?) inatteso e sorprendente.

mercoledì 18 marzo 2015

 DAL COMMISSARIO... AL VICEQUESTORE...

PISTA NERA
LA COSTOLA DI ADAMO
NON E' STAGIONE
di Antonio Manzini

 Di decennio in decennio, di questura in questura mi sono ritrovata ad Aosta,  al seguito del vicequestore Rocco Schiavone, nato dalla penna di Antonio Manzini. Un altro personaggio affascinante nella sua ruvidezza, che ti trasporta tra le sue indagini con la delicatezza di un orso marsicano, il savoir faire di uno zotico, ma che tuttavia ti diverte, ti circuisce, si fa seguire con passione.
In ogni indagine Schiavone parte con malavoglia e fastidio, considerando il "caso sul groppone" il massimo livello di rottura di scatole. Dal primo spinello del mattino alle eterne notti insonni di uomo frustrato e incattivito dalle intemperanze della vita e dalla solitudine voluta e cercata, i casi si dipanano con estro notevole, in una prosa ineccepibile e ti conducono al finale appagante e soddisfacente che meritano. Non mancano le risate: anche i comprimari, infatti,  sono ben caratterizzati e divertenti (da Pierron a D'Intino e Deruta, vere "macchiette"). 
Una bella scoperta anche questo Schiavone, che val la pena conoscere per piacevoli letture sotto il piumone in questo prolungamento di inverno che appanna ogni domenica.

martedì 28 gennaio 2014

L'ALBA DEL MONDO di Rhidian Brook

 In un'Amburgo devastata dalla guerra e dalla distruzione, Lewis Morgan, colonnello inglese incaricato della gestione del territorio da parte degli Alleati, si trova a dover coabitare con Stephan Lubert, architetto tedesco, e Frida, sua figlia, nella splendida dimora di quest'ultimo, con la moglie Rachel e il figlioletto Edmund. Ognuno di loro, profondamente segnato dalla sofferenza e dalla morte, incontra non poche difficoltà di comunicazione, chiuso nel proprio dolore e in un sordo rancore che impedisce al desiderio di rinascere di emergere. Sarà lungo il percorso di crescita, che porterà i bambini a scontrarsi duramente con il dolore altrui per misurare il proprio, e gli adulti a cercare risposte in un sogno di evasione e in una passione irrealizzabile. Il romanzo è bellissimo, avvince e stringe il cuore in una morsa di tristezza e di notte, necessaria per poter assaporare la bellezza dell'alba, rapisce e fa riflettere sulla bruttezza della guerra e dell'odio, che possono essere vinti soltanto dall'amore. E soltanto l'amore, quello più autentico, riuscirà a portare tutti a una vera rinascita.

lunedì 9 dicembre 2013

LETTURE D'INVERNO

OGNI CONTATTO LASCIA UNA TRACCIA
di Elanor Dymott

Dopo una breve rimpatriata ad Oxford nel College in cui si sono conosciuti, Alex e Rachel stanno per rientrare, quando lei gli chiede un attimo di solitudine per rivedere il lago della sua giovinezza. Poco dopo Alex la ritroverà morta. Assassinata. Nella lenta riemersione dalla disperazione, Alex ripercorre la vita di sua moglie, venendo a conoscenza di aspetti inimmaginabili, che lo lasciano spesso incredulo e sgomento. Grazie all'aiuto di un professore, Harry, che ridisegna con lui il ritratto di Rachel, donna enigmatica e dai mille risvolti, Alex riesce a trovare un senso all'inspiegabile delitto e a farsene una pur angosciata ragione. Bello, intrigante, coinvolgente. Scritto magistralmente, è l'ideale da leggere in un freddo inverno, alla penombra del solstizio, in piacevoli ore di suspence e di pathos.

venerdì 29 novembre 2013

NON MI SONO ACCORTA CHE SONO PASSATI DUE MESI!!!mesi intensissimi di lavoro e di bambini... anche le mie letture vanno a rilento.Ho ripreso in mano un classico (riletto almeno 10 volte, ma troppo indicato per questo periodo) ossia "SOLSTIZIO D'INVERNO" di R. Pilcher.  Lo consiglio di cuore a chi, come me, è stanco, ma ha ancora voglia di sognare un Natale "con i fiocchi"...