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sabato 15 agosto 2015



UNA TRIADE DI GIALLI ITALIANI
Giuliano Pasini
VENTI CORPI NELLA NEVE
IO SONO LO STRANIERO
IL FIUME TI PORTA VIA
Trovo per caso questo autore recensito  su Tuttolibri della Stampa. Premesso che raramente condivido le recensioni dell'inserto settimanale, solitamente  riservate ad intellettuali un po' snob, a mio parere, ma ho voluto concedere una chance a quest'ultima, piuttosto accattivante. Infatti ho avuto ragione, perchè ho incontrato un nuovo Autore con la A maiuscola, veramente capace e bravo sia nel descrivere che nel narrare. Le sue trame sono abilmente tessute su problematiche storiche o sociali, dalla Resistenza all'immigrazione, alle alluvioni catastrofiche che tormentano il nostro paese. Il protagonista principale ha un suo fascino, che vagamente richiama al Ricciardi di De Giovanni per via della sua "capacità" di leggere gli eventi oltre la realtà. Mentre il primo (vedansi recensioni precedenti) sa ascoltare le ultime parole dei morti, il Commissario Serra di Pasini si abbandona ad un delirio, detto "la danza" che gli consente di vedere ciò che è accaduto nei luoghi ove si sono verificati omicidi, delitti, assassinii.
Entrambi i Commissari sono uomini tormentati e sofferenti, e fanno soffrire le persone che stanno loro accanto, tuttavia  emanano un fascino maledetto che fidelizza il lettore. I gialli di Pasini scorrono veloci su trame ben congegnate e avvincenti. I personaggi sono caratterizzati con maestria e la prosa è ineccepibile. Una serie degna di proseguio e, chissà, di una trasposizione televisiva o cinematografica. Una lettura consigliata agli amanti dei gialli italiani e della bella scrittura.

venerdì 24 ottobre 2014

FANTASMI DEL PASSATO 
di Mario Vichi

Un giallo italiano un po' noioso e prolisso, che tuttavia delinea bene i personaggi e snoda una storia ben articolata, dove l'intrigo si coniuga con l'analisi dei caratteri e dei rapporti interpersonali.
Il Commissario Bordelli si trova ad affrontare l'omicidio di un uomo facoltoso e affascinante, che pare attorniato di parenti ed amici, apparentemente amato da tutti, senza misteri nè nemici. In una Firenze a pochi mesi dalla tragica alluvione del 1967, ben dettagliata e descritta, si susseguono interrogatori e chiacchierate, indagini e analisi. 
Nessun colpo di scena (a parte il finale, anche se piuttosto scontato), moltissime digressioni in racconti estemporanei dei vari personaggi, rimembranze del passato e malinconie varie.
Un racconto quasi esclusivamente maschile, qua e là addolcito dalla momentanea presenza di donne per lo più di "malaffare", peraltro belle e positive, che si appesantisce per i troppi ricordi, flash back, che spaziano dalla guerra in Africa alle stragi naziste, fino a scavare nei servizi segreti e nelle vicende dell'infanzia personale. Bello e struggente il rapporto con la madre, che prosegue al di là della morte in dialoghi e sensazioni vibranti.