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domenica 13 luglio 2014

... UNA CONFERMA!!

BESAME MUCHO di Mario Paternostro

Dopo la lettura del precedente libro di Mario Paternostro, lo splendido "Le povere signore Gallardo", ho affrontato con un po' di timore questo "Besame Mucho", temendo che non raggiungesse il fascino del primo. Invece... bellissimo! Lette, divorate in tre giorni trecento e più pagine di questo giallo intrigante e avvincente. Continuano le indagini del Commissario Falsopepe, personaggio affascinante e piacevole, attorniato da comprimari di indubbio gusto, dal charmant libraio dei caruggi genovesi alla magistrata un po' ambigua e non del tutto simpatica. Un delitto scuote la Genova "bene", avendo come vittima il senator Mansurati, personaggio di spicco della politica romana e della vita cittadina. Un poderoso intrigo sottende all'omicidio, perdendosi nel passato remoto degli anni '60 e infiltrandosi negli anni di piombo, fino a giungere ad un presente carico di ombre e di segreti. Molto ben costruito, scritto (e mi ripeto) divinamente, fa sì che Paternostro diventi davvero uno dei miei scrittori preferiti. Consigliato a chi ama l'intreccio ben costruito, ma anche numerose sane risate per le battute irresistibili dei personaggi (dal questore Zanfrondo al prefetto De Bernardinis ecc ecc...)

lunedì 7 luglio 2014

una vera scoperta!!

LE POVERE SIGNORE GALLARDO
di Mario Paternostro
 

Bellissimo, scritto divinamente, per i miei gusti.
Paternostro ti porta nella Genova più vera, ti fa passeggiare tra i vicoli e visitare chiese e piazzette, ti pare di farne parte, seguendo una trama avvincente e multiforme, che ti conduce in diversi spazi temporali, dagli inizi del 900, alle lotte partigiane dell'ultima guerra, ai giorni nostri passando per gli anni '50. I personaggi sono caratterizzati benissimo, tutti dai nomi altisonanti se non divertenti, dopo qualche pagina ti sembra di conoscerli e ti viene voglia di andare con loro a cenare nella trattoria tra i carruggi. Davvero una rivelazione questo autore, che riesce a fondere il giallo con la narrazione più piacevole. Il commissario Falsopepe indaga su un delitto avvenuto cinquant'anni prima ma che ancora ha conseguenze nella Genova odierna, e che affonda le radici nel '45 e ancor prima nel 1911, quando una bambina spalancava gli occhi sull'avventura e sul desiderio di essere qualcuno. Merita davvero.